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martedì 9 giugno 2009

Plagi italiani: Zero Assoluto vs Cure - Marco Carta vs Bryan Adams.

"Carta" canta e copia: Musica italiana al suo "zero assoluto". Potremmo dire proprio così ascoltando due dei singoli che attualmente girano di più per le radio. E' così che ormai va avanti la musica... Le note sono e saranno sempre 12, e ovviamente ciò che ci puoi comporre sopra può anche trovare delle somiglianze, in più di 200 anni di componimenti vari. Ma a tutto c'è un limite.
Dopo il plagio subito da Massimo di Cataldo, a opera di Moccia e degli Sugar Free, eccone altri che è impossibile che non saltino subito all'orecchio.
Quelli più recenti e palesi, sono senz'altro due, e i protagonisti sono guardacaso sempre questi "cantantucoli" made in Sanremo:

I primi sono gli Zero Assoluto: il loro nuovo singolo "Per dimenticare" ha secondo me fin troppe somiglianze con "Close to me" dei Cure (ma ci ho sentito qualcosa anche di "Boys don't cry" sempre dei Cure)






Davvero scandaloso come il tutto possa rimanere impunito.
Poi c'è l'Amico degli Amici di Amici di Amici di Maria De Filippi, Marco Carta, che con tutte queste amicizie è arrivato a vincere Sanremo proprio nell'edizione in cui il marito di Maurizio Costanzo era presente come co-co-co conduttrice. Con una canzone, "La forza mia", anche questa molto "somigliante" (pare almeno come intro e riff) a una canzone Bryan Adams.




Il suo secondo singolo, "Dentro ad ogni brivido", sembra che sia stato copiato invece da diverse canzoni tra le quali spicca "Come tu mi vuoi" di Mina.



Come ho accennato in un post precedente, stiamo davvero finendo nel baratro dell'ignoranza musicale più profonda. Addirittura i concerti di persone come Marco Carta vengono rimandati per la troppa folla presente.
Sui vari siti che parlano del plagio ci sono tutti i commenti dei lobotomizzati di Maria de Filippi e di tutte ste trasmissioni che promuovono rifiuti della musica, alcuni sono da sottolineare. Ne ho scelto uno che li rappresenta tutti, e da questo potete ben capire il livello...

"Spero solo che Marco non viene a sapere di queste cretinate…si metterà in testa strane idee…invece lui deve pensare solo ad una cosa: Continuare a fare quello che sta facendo, perché sta diventando davvero un cantante importante in Italia…=) Vai Marco e non ti preoccupare di niente..Ci saremo sempre noi, le tue cartine, ad occuparci di tutto…=)"

...LE CARTINEEE??!?!?

domenica 20 luglio 2008

Scusa ma ti chiamo ORRORE.

Pochi giorni fa pubblicavo un post sul nuovo libro di Federico Moccia, Amore 14. Sperando che non ne facciano l'ennesimo 0rrore cinematografico, passiamo a questo post.
Dopo tutte le critiche sentite sui nuovi film "generazionali", volevo dare una chance all'ultimo di questi, guardando finalmente e per intero "Scusa ma ti chiamo amore", proprio dello stesso Moccia. Ma alla fine, tutto come volevasi dimostrare. Credo che questa serie infelice di film stia infierendo ancor più sul già poco florido cinema italiano.
Ci si chiede perchè il generazionale susciti tanto ribrezzo da parte degli amanti del (vero) cinema, e questo è spiegato, in parte, anche dalla mediocre sceneggiatura in stile "L'ultimo Bacio". Lui 30-40enne stanco della sua vita rutinaria e che ha problemi con la propria donna, che incontra una di 20 anni più giovane che lo porta a vivere una realtà da lui dimenticata. A un certo punto i problemi con l'ex fidanzata si risolvono e via con i lacrimoni. Wow.

Vabè. A parte questo, un'altra cosa che ho notato in "Scusa ma ti chiamo amore", è che nei primi 20 minuti, si sfoggia un materialismo che quasi fa vomitare, un'ostentazione dell'italiano medio che non arriva a fine mese MA che ha il SUV o compra la microcar al figlioletto.
Ecco un mix dei primi minuti di questa pellicola: è giusto che si faccia, sopratutto coi tempi che corrono, questa propaganda a comportamenti così scorretti, in un film che come target ha sopratutto i teenagers??



Sarò anche ipercritico, ma io queste cose davvero non le sopporto.
Per finire, il video sotto mostra una svista che in molti forse non hanno notato. Moccia ci delizia con un blooper di prim'ordine. Vedere i film così criticamente serve a qualcosa... guardate che ho scoperto, e ovviamente "youtubbàto" all'istante...



Ultima chicca, stavolta su un plagio. In breve, Massimo Di Cataldo ha pubblicato recentemente il singolo "Tre metri sotto terra", argutissima canzone, penso scritta di getto, per l'ovvia rabbia nei confronti di questa sfera del cinema con troppa poca sostanza, dove non si riescono a trovare idee neanche per titoli o colonne sonore, ricorrendo al plagio. Non dico altro, guardate solo questo video e ascoltate le parole.

Rock(S)politik with...

USA LA BICI

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