venerdì 30 maggio 2008

Come ti globalizzo la parolaccia

Internet è il regno di tante cose ma sopratutto dei buontemponi, che oltre a popolarla di giochini in flash e altre amenità varie, riescono anche a trovare il tempo per ripassarsi il vocabolario di parolacce Italiane e renderlo alla portata degli stranieri che magari si accingono a visitare la nostra penisola.
Della serie "mai più senza", o meglio "never more without", è arrivato il "wiki" dedicato alle "ITALIAN PROFANITY".

Cliccando sul link potrete accedere alla pagina, ma intanto, qui riporto qualche esempio piuttosto divertente:
  • coglione (pl. coglioni): roughly equivalent to testicle; where referred to a person, it usually means burk, twit, fool. In addition, it can be used on several phrases such as avere i coglioni (literally, to have testicles; actually, to be very courageous) or essere coglione (to be a fool). Coglione was also featured in worldwide news when used by former Italian PM Silvio Berlusconi referring to those who would vote against their own interest during the 2006 Italian election campaign.[2] It derives from Latin culio, pl. culiones, and is thus cognate to the Spanish cojones;
  • mortacci tua: used mainly in Rome, it is an insult to somebody's dead familiar members, and is the shortening of "L'anima de li mortacci tua" (lit. The soul of your bad deads). In Romanesco it's also used as an exclamation ("Ho vinto alla lotteria! - Mortacci tua!" = "I won the lottery! - Wow, you're so lucky!"). It is the cognate of Neapolitan "L'anema de chi t'è muorto" (lit. The soul of whom is dead to you) even if it has a worse insulting meaning in Naples.
...e via dicendo.
E' interessante, sociologicamente parlando, come le prime cose che si imparino di un'altra lingua siano proprio le parolacce. Abbiamo proprio l'odio nel sangue, noi "terrestri"...

Vi ricordate quella grande trasmissione quale era MAI DIRE TV?? Tra i "personaggioni" presi di mira dalla Gialappa's c'era un sedicente predicatore, Giuseppe Giralico Veroli. Eccolo in una sua disquisizione in tema con il post.

2 Commenti!! Fatti sentire!:

suburbia ha detto...

A me divertono molto queste traduzioni... letterali.
Qui
ciao e buon we

Alexandro ha detto...

la parolaccia è sempre un buon modo di comunicare ... purtroppo ora come ora le parolacce italiane (alcuni studi - miei- lo provano) sono talmente conosciute nel resto del Mondo che non si può neanche più mandare a quel paese un tedesco senza beccarsi una buona dose di parolacce incomprensibili che finiscono in -en o -ai ... stavo pensando di fare una tesina sull'argomento ... mah, ci ho ripensato ... è meglio che ci studiamo anche noi le parolacce inglesi, meglio non farci trovare impreparati.

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