giovedì 10 gennaio 2008

IL CAPO DEI CAPI. Considerazioni "a freddo" sulla fiction.

Prima di tutto, immaginatevi la scena. Totò Riina che dalla sua cella, guarda un film in sei puntate, sulla sua vita. E che fa pure ascolti record. Viviamo in un Paese dove c'è chi dedica UNA INTERA SERIE a uno dei più sanguinari e malvagi delinquenti della storia italiana, per di più VIVENTE.
Parlo di questa fiction dopo due mesi dall'uscita, visto che ho SCELTO di non vederne neanche una puntata, a suo tempo; ma dopo tutti i commenti che sono piovuti successivamente, non ho potuto resistere e ho "bevuto" d'un fiato tutti e sei gli episodi. Perchè lo sceneggiato è bello, per carità, bravi attori, ottime location, un ritmo incalzante, nel perfetto stile dei film italiani sulla mafia. Ma l'onda d'urto che ha generato questo è stata molto potente.
Prima di andare avanti, con i miei e spero i vostri commenti, vi consiglio di ascoltare queste parole.



Alla fine del sesto episodio, sono più le domande che le risposte, che di certo non puo' dare una serie televisiva. Le questioni sono ovvie, e cioè se tutto ciò sia una DIVINIZZAZIONE della figura del boss mafioso, o se sia invece un ulteriore sprono per tutti quelli che ancora pensano che la mafia sia imbattibile, e quale impatto possano avere le scene del film sui più piccoli. Sopratutto quest'ultimo quesito scopre l'aspetto forse più agghiacciante di tutti.
Il pm della DDA di Palermo ha asserito che "alcune fiction come "il capo dei capi" possono essere dannose perché creano iconografie al contrario dei mafiosi". Recatosi in una scuola, ha chiesto agli alunni chi era secondo loro il personaggio più simpatico; tutti hanno risposto Totò Riina. Questi stessi ragazzi, in un sondaggio precedente, avevano gridato che la mafia era dannosa e che non volevano farne parte.
Recentemente è stato anche compiuto un arresto per droga nell'Agrigentino, e il "capo" della banda diceva di essersi ispirato proprio alle gesta del suo "eroe" nel telefilm.
Forse i produttori hanno sottovalutato la potenza che i media hanno nei confronti dei ragazzi più giovani, e spero abbiano creato, con questa loro operazione, molti più "Bagio Schirò" che "Totò Riina", esempio di una persona infame in un mondo infame, che non si è mai saziato di quella fame che lo aveva "costretto" ad uccidere la prima volta, da ragazzo. E che l'ha portato a tradire e uccidere le stesse persone che lo avevano accolto, (certo, e ripeto, sempre nel mondo malavitoso) per inseguire questa sua brama di dominare tutto.
Un bambino che guarda le gesta di un personaggio simile, così rispettato, così temuto e voluto bene al tempo stesso?



Personalmente, questo film mi ha lasciato un grande senso di angoscia mista a rabbia. Sia perchè anche io sono convinto che questo è stato (probabilmente, spero, involontariamemente) un celebrare la figura di un capo mafia, ma anche perchè mi sono messo a pensare a tutte le persone che hanno dato la vita per combattere questa grande piaga, dagli agenti ai giudici, che hanno dovuto fare tutto da sè, essendo bloccati anche dalla politica, collusa con cosa nostra. NON VOGLIO NEANCHE PENSARE, come molti sostengono, che l'arresto di Riina e Provenzano (ormai praticamente "inutili" alla mafia) sia stato solo un cambio generazionale. In noi DEVE essere più forte la forza per capire che stiamo vincendo e per far si che le terribili morti di Falcone, Borsellino, Dalla Chiesa, e tutti gli altri, non siano vane. Perchè reagendo, o anche semplicemente facendo vedere REALMENTE con qualsiasi mezzo, che non abbiamo paura, anche nel nostro piccolo (come fece un "certo" Peppino Impastato, 30 anni fa), non sputeremo su tutto questo sangue versato. Utopia? Impossibile? ASSOLUTAMENTE NO.



Ma tra quello che sicuramente e facilmente si puo' fare, ovvero continuare a non vedere, non sentire e non parlare, e tutto quello che PROBABILMENTE si puo' fare, scelgo quest'ultima insicurezza. Poi, se è vero che "siamo circondati", se è vero che dal lattaio sotto casa, passando per il sindaco, fino al parlamentare, ad alti livelli... massonerie, associazioni, cupole... si continua a organizzare lo sfacelo di un Paese per il quale l'unico aggettivo possibile è STANCO, allora beh... meglio non pensarci. Esisteranno sempre guardie e ladri. Possiamo essere tutti guardie, ma non possiamo essere tutti ladri.

E ora, voglio lasciarvi con un quesito.
Premessa: ecco qui un video, relativo a una parte di una puntata del Maurizio Costanzo Show, andata in onda qualche tempo prima dell'assassinio di Falcone. Qui c'è un collegamento con Palermo, dove un "giovane" politico militante nella Democrazia Cristiana (ma guarda un po'), che da li a poco sarebbe diventato PRESIDENTE DELLA REGIONE SICILIA, attacca a gran voce la persona e il lavoro di Giovanni Falcone. Il suo nome era, ed è, Salvatore "Totò" Cuffaro.



Ora mi chiedo: visto che nella fiction ci sono molte parti in cui Riina e i suoi stanno davanti la TV, mentre la storia italiana e del mondo gli scorre davanti (Aldo Moro, lo sbarco sulla Luna... e altri fatti) perchè non inserire magari una scena in cui guardano questa puntata dello Show?
Io me la immagino, immaginatevela anche voi, con il volto e la voce che il bravissimo Claudio Gioè da al boss, mentre guarda Cuffaro inveire contro il nemico numero uno della mafia:

"...Però, bravo picciotto mi pare questo Cuffaro... secondo me, fara strada, pari unu cchè cugghiùna..."

Secondo me era una parte che ci stava tutta, visto che come Riina, anche Cuffaro è un personaggio tutt'ora vivente, e operante, e davanti tutta italia ha attaccato così i Giudici di Palermo.
Ok, troppi punti interrogativi.

PS: la scelta di non usare le maiuscole per "capo dei capi", per "mafia", "cosa nostra"... e per altre varie parole, è voluta. Non si mette la maiuscola per nomi come questi, che meriterebbero un libro a parte in tutti i dizionari... un'appendice, ma che DEVE ESSERE asportata. Suggerisco a tutti quelli che abbiano pubblicato o che dovranno pubblicare parole come queste in siti, blog O GIORNALI, di modificarle. Magari non significa niente, pero' non costa niente farlo.

2 Commenti!! Fatti sentire!:

Emiolo ha detto...

L'Impatto a quanto ho potuto purtroppo notare con i miei occhi è che se ai piccoli non si spiegava chi era il buono e chi il cattivo... ecco succede che si litiga per chi deve essere U ZI TOTU e chi LO SBIRRO .-.

Nena ha detto...

Ciao, io credo che le tue considerazioni siano interessanti, ma quando dici che c'è il rischio di idolatrare personaggi "cattivi" sbagli..CIoè intendo dire che chi guarda una fiction del genere sa già di cosa si sta parlando , di conseguenza il cittadino ha già fatto una sua scelta del personaggio, quindi quello buono...Il rischio dei bambini si risolve subito non facendo vedere questa fiction a un bambino da solo...
Poi volevo dirti in merito al quesito finale: sono d'accordo con te potevano mettercela la scena pietosa finale di cuffaro, ma tu , in tutte le fiction o film di mafia hai mai sentito riferimenti reali quindi proprio di nomi e cognomi a rappresentanti politici italiani coinvolti e addirittura condannati (poi prescritti, sai a chi mi riferisco al gobbo democristiano) ?Io no e questo è un altro esempio su come purtroppo in Italia sia difficile dire e far vedere la verità.
Complimenti per il blog(ho visto il tuo profilo su You tube!)

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