sabato 23 agosto 2008

La fine delle Olimpiadi. A quando quella della repressione?

Le Olimpiadi di Pechino 2008 finiranno domani, ma numeri ben più importanti si erano già definiti ben prima del medagliere.

  • 400 TRA MANIFESTANTI E MONACI TIBETANI UCCISI.
  • 5000 ARRESTI (del tutto ingiustificati) da parte dei militari cinesi.
  • 60 GIORNALISTI corrispondenti stranieri, intervistati dalla Human Rights Watch, hanno affermato di essere stati costretti a tacere, tramite minacce e intimidazioni, sulla cina e su tutto quello che di "scomodo" accadeva prima delle olimpiadi.
  • 1.200.000.000 circa sono quelli che potevano fare, anche se tardi, certo, e non hanno fatto. "Tanto se la tv la spengo solo io....."

Eccoli, i numeri che stanno dietro queste olimpiadi.
Non ho guardato neanche un secondo di questa farsa. Ne vado fiero.

5 Commenti!! Fatti sentire!:

Leandro ha detto...

Ribadisco che non solo non mi sarei mai sognato di spegnere la tv, ma azni che le olimpiadi in Cina sono la cosa migliore che potesse accadere per il più grande Paese del mondo: volenti o nolenti solo questo grandissimo evento ha potuto dare spazio alla solidarietà pro Tibet. Le Olimpiadi fnno bene, non posso levarmi dalla testa che lo scontro in questi casi sia la cosa peggiore possibile. Per un solo semplice fatto: io sono qui, probabilmente non andrò mai in Tibet e se ci andrò non combatterò per la sua indipendenza, ma mio malgrado farò il semplice turista.
La via è il dialogo, il Dalai Lama credo che lo abbia detto anche lui, ribadendo che non boicotta le Olimpiadii. L'incontro dei Popoli in un evento sportivo pacifico è quanto di meglio si possa fare per la Pace in generale, e appunto quest'attenzione serve al Tibet più dei televisori spenti.

Anonimo ha detto...

Penso che il fatto che "grazie" alle olimpiadi abbiamo saputo molte cose sulla cina, sia sbagliato.
Siamo nel 2008, e non ci volevano certo le olimpiadi per scoprire certe cose.

IL TIBET E' SOLO LA PUNTA DELL'ICEBERG.

Dopo il recente terremoto in cina, il governo ha tagliato le sovvenzioni ai volontari che hanno salvato tante vite e che hanno rischiato la propria.
Come evidenziato anche da Gaetano, poi, ha anche minacciato i giornalisti.

E il tutto condito da tanta ipocrisia, dicendo che queste erano le olimpiadi dei diritti umani. Ecco, se non se ne fossero usciti con questo slogan, magari le avrei viste.

Giuseppe

Leandro Perrotta ha detto...

Infatti la tua è una forzatura di quanto ho detto io: parlavo di attenzione mediatica, non di quantità di notizie. Concordo sulla tua visione, ovvero che il Tibet fra i problemi cinesi non è nemmeno il più urgente dal punto di vista umanitario.

Quanto alle olimpiadi dei diritti umani... Chi l'ha detto? E soprattutto chi è così cretino da crederci?
204 Paesi partecipanti, praticamente tutto il mondo, e non dovevo vederle? Rischio di "imbalordirmi" il cervello vedendole?

faustidio ha detto...

le olimpiadi sono, da sempre, strumento di pace tra i popoli e sdolidarietà verso quelli più disagiati (o meno fortunati). Una piattaforma in cui ogni singlo individuo, sia proveniente da paese ricco, che povero, si trova allo stesso livello di tutti gli altri. Ma.
Ho visto varie gare di questa olimpiade. E mi è parso che si siano fatti dei favoritismi. Non sarò certo un esperto di tuffi, scherma o ginnastica artistica, ma credo che un occhio di riguardo verso i padroni di casa...
E non voglio pensare che siano stati semplicemente regalie da parte dei giudici.
Se una manifestazione sportiva di questo livello, e soprattutto con i pregressi mediatici che hanno coinvolto la Cina e non solo, viene comunque pilotata o genera dei sospetti nello spettatore... La politica internazionale della Cina è pulita e corretta? I rapporti con il Tibet si sono calmierati? I reporter staunitensi sono stati rilasciati per un eccesso di bontà?

Giovanni Greco ha detto...

COMPLIMENTI PER IL POST. E' vero le olimpiadi sono, da sempre, strumento di pace tra i popoli e sdolidarietà verso quelli più disagiati, ma non in questo caso purtroppo.

FREE TIBET

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