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mercoledì 22 aprile 2009

Shooting Silvio, il nostro "Death Of a President" vietato al popolo.

Opera del regista Berardo Carboni, "Shooting Silvio" è un film di cui si sta parlando molto poco, e del quale si sa ancora meno. Forse perchè "qualcuno lassù" vuole che si siappia sempre meno. Per chi non lo conoscesse, questa è la trama: "Kurtz è un giovane facoltoso e irrequieto che non prova entusiasmo nel vivere. Senza genitori, lasciato dalla fidanzata, circondato da persone che non lo capiscono, il ragazzo identifica come punta dell'icerberg di tutti i suoi malesseri in un unico grande male che affligge il mondo: Silvio Berlusconi, Presidente del Consiglio. Da quel momento impiega tutte le sue forze per architettare un piano che gli consenta di assassinare la causa del suo disagio."

Un film quindi che non punta direttamente a screditare l'operato del "Premier", ma che solo SKY si è fatta carico di mettere in palinsesto, (giustamente, se aspettavamo che venisse programmato nelle "nostre" tv...) e immediatamente tutto il PDL è insorto: "È davvero stupefacente che nel periodo delicato che attraversa il nostro Paese, che sta dando prova di una solidarietà e di un’unità d’intenti che non ha precedenti, per la tragedia dell’Abruzzo, una grande televisione privata non trovi di meglio che mandare in onda un discutibile film, ormai datato, contro il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi".
Mandare in onda questo film è stata un’autentica caduta di stile“.

Dico io, vogliamo ELENCARE tutte le vere "cadute di stile" che Ilarità Berlusconi ha fatto fare all'Italia con le sue innumerevoli gaffe anche all'estero??



Il Regista Carboni, è naturalmente rimasto allibito, sue testuali parole: "Non è una censura perché è una scelta libera di Sky, ma è il segno di un potere immanente. Sono preoccupato se questo potere tocca anche Sky che è stata l’unica tv che negli ultimi anni ha dato visibilità a registi giovani e indipendenti e, insieme al Ministero della Cultura, ha di fatto consentito la sopravvivenza del cinema giovane.
Quanto accaduto dimostra che esiste un controllo ampio e diffuso dell’informazione e della televisione, e che spesso non si fanno delle cose perché si ha paura. Io non rifarei "Shooting Silvio" ora, ma sono orgoglioso di averlo fatto allora
(2007, n.d.r.) e spero di riuscire a fare ancora. Anzi, ne sono convinto: io riesco a esprimermi. Credo in un futuro di libertà.
Ma la cosa più sconcertante, continua Carboni è che "il film sia stato bloccato non per quello di cui tratta ma perché non era opportuno mandarlo in onda in questi momenti delicati dopo il terremoto in Abruzzo. Ma io mi chiedo: in un paese in cui vanno in onda solo reality e spazzatura come "La Fattoria" che non aiutano certo a pensare ma educano una generazione di tronisti, è di cattivo gusto solo un film come il mio che invece invita alla riflessione?."

Invito quindi il proprietario della TV dei Reality, di Uomini e Donne e di tutti questi programmi di spiccato valore morale e educativo, a rispondere.
Il fatto che questo film abbia sollevato il solito polverone, paradossalmente è stato un bene, perchè anche quelli che, non avendo Sky, non ne potevano essere a conoscenza, ora sanno che esiste. E da internet si può avere tutto, e gli internauti sanno come.



Lo stesso accadde per "Death of a President" (sopra il trailer), il film che parlava della morte di George W. Bush, ricordo che nei grandi cinema c'era già la locandina che lo annunciava (parliamo di ottobre 2006) ma "stranamente", il film non è stato proiettato in nessuna sala o comunque in pochissime al mondo. Vincitore del premio della critica al festival del cinema di Toronto, verrà infatti boicottato in molte città. Washington, sede della Casa Bianca, si è rifiutata di permettere ai suoi cittadini di assistere alla proiezione del film.

mercoledì 15 aprile 2009

Calopresti, Comencini, Ozpetek, Placido, Sorrentino: registi tra le macerie

Senza luci di scena, senza controcampi, senza direttori della fotografia o di produzione, e senza sceneggiatura, tranne quella purtroppo scritta dal destino, dagli eventi o comunque lo chiamate. Siamo in Abruzzo, terra diventata mai così famosa quanto in questi giorni, dopo la distruzione del terremoto del 6 aprile scorso.
E alcuni famosi registi e attori italiani hanno deciso di prendere una videocamera e filmare, con il loro punto di vista, tutto quello che abbiamo visto e stravisto nei telegiornali. Ecco i loro filmati.

Mimmo Calopresti, "Perfect Day".
Poche immagini ma altamente descrittive della situazione, dal punto di vista di uno che entra a L'Aquila e si ritrova in una città fantasma.




Francesca Comencini, "Le donne si San Gregorio".
Tra una scossa e l'altra, il terremoto raccontato dalle donne. Donne con vite diverse che purtroppo raccontano una storia comune.




Ferzan Ozpetek, "Nonostante tutto è Pasqua".
Anche questo un bellissimo video fatto di tante brevi riprese sulla distruzione a L'Aquila, con il sottofondo il video e la voce di una giovane cantante abruzzese, scomparsa nella tragedia. Alessandra Cora, una voce stupenda che aveva anche una sua pagina su youtube e già tanti fan.




Michele Placido, "Le mani di Osmai".
Le toccanti testimonianze di alcuni extracomunitari anche loro vittime del sisma.




Paolo Sorrentino, "L'assegnazione delle tende".
A livello registico è a parer mio il migliore di tutti, questo video dove, tra le immagini della catastrofe (mai crude e comunque rappresentative) si denota lo scandaloso sistema di assegnazione delle tende, alcune neanche assegnate, e comunque arrivate molto tardi rispetto all'inizio dell'emergenza.

venerdì 30 gennaio 2009

La fine del mondo: 2012, 21 dicembre. Le profezie, la storia e il film.



Ebbene sì, pare che ci restino poco meno di 4 anni per fare tutto quello che non abbiamo fatto nella vita. Almeno, questo è quello che dicevano i Maya.
Dai calcoli di questo antico popolo, che a causa delle invasioni dei Conquistadores ha comunque già vissuto la propria apocalisse 450 anni fa, la "fine del mondo" avvenga proprio in questa "strana" data del 20-12 2012, secondo il loro calendario di 5.125 anni, che al contrario di quello gregoriano, quindi, ha una precisa fine.
Il calendario Maya sarebbe basato su venticinque diversi cicli. Il ciclo maggiore, o Lungo computo, dura esattamente 1.872.000 giorni (circa 5.125 anni): il ciclo attuale termina il 20 dicembre 2012 e il 21 dicembre inizia il nuovo ciclo. Tuttavia, non esiste alcuna prova archeologica che attesti che i Maya pensassero alla data del 21 dicembre 2012 come alla fine del mondo. Più che altro, ci si chiede cosa possa essere questo "nuovo ciclo", e come possa "finire" il vecchio!

Ovviamente su internet e non solo è scattato l'allarmismo generale sull'imminente apocalisse: c'è chi parla di disfattismo, di teoria del complotto, o semplicemente dell'ennesimo falso allarme, come fù quello del millennium bug o della prova dell'acceleratore lhc di Ginevra.
L'unico fatto è che la data del 20 dicembre 2012 coincide con il solstizio di inverno. Se si aggiunge l'ipotesi secondo la quale i Maya avrebbero indicato questa specifica data come finale perché coincide con l'allineamento del Sole con il centro della Via Lattea, cosa sostenuta poi anche da Nostradamus, tanto basta a seguaci di teorie new age e amanti ed esegeti di coincidenze catastro-millenariste a creare un fenomeno.

Citando le profezie, vengono subito in mente i due più letti profeti di tutti i tempi: Nostradamus e San Malachìa. Le loro profezie coincidevano proprio nel punto in cui si faceva riferimento alla fine del mondo, esattamente tre anni dopo l'elezione di un "Papa nero". E' chiaro che se per "Papa" intendiamo "persona molto influente in tutta la terra", il paragone con Obama è presto fatto. Ma per i più arguti, il "papa nero" è proprio Ratzinger, se si dovesse fare un ironico riferimento alla sua "inclinazione" politica... Ma sopratutto perchè il suo stemma cardinalizio, riporta due teste di moro.



E naturalmente sulla scia di questa "fobia", stanno fioccando libri di scenziati più o meno improvvisati, ma c'è da segnalare anche l'uscita del film sull'apocalisse del 2012, intitolato proprio... "2012", con John Cusack diretto da Roland Emmerich (Indipendence Day, The Day After Tomorrow). La pellicola è attesa in Italia per il 13 novembre 2009, e pare sia costato ben 300 milioni di dollari. Ecco il trailer.



Ah, se non dovesse verificarsi la fine del mondo il 21 dicembre del 2012, la prossima "data" da tenere d'occhio sarà il 2033, altro anno fatidico... per ovvi motivi.

mercoledì 3 dicembre 2008

"Il vecchio e la bici": l'ultima intervista a Orazio di Grazia, in attesa del cortometraggio.

Ricordate la vicenda di Orazio Di Grazia, il "vecchietto con la bici" scomparso il 4 novembre scorso? Divenuto personaggio mitico della storia Catanese, ogni giorno con la sua bicicletta faceva su e giù da Nicolosi a Catania, nonostante l'età e con qualsiasi tempo.
Esempio per tutti, modello di umiltà, di buonsenso, di amore e di rispetto, la sua storia è diventata un documentario.

Al servizio di Video3 che già in molti hanno visto, si è ora aggiunta l'ultima intervista in assoluto rilasciata dal Sig. Di Grazia un mese prima della sua scomparsa. Il video contiene anche delle piccole ricostruzioni della vicenda sentimentale (che segnò per sempre la sua vita) legata al suo eterno amore, Graziella. Che siano le prime immagini del documentario realizzato dalla 095mm??!?
Spero che questo cortometraggio sia diffuso al più presto, e invito chiunque sappia qualcosa in merito a lasciare un commento.
Intanto, eccovi il video.



Tranquillo orazio, se il Paradiso esiste, sarà sicuramente pieno di biciclette.
Stamattina, dopo tempo immemore, ho preso un autobus la mattina alle 8. ERA SEMIVUOTO, come lo erano i bus che incrociavamo, mentre accanto scorrevano file di auto con un solo occupante a bordo.

Rock(S)politik with...

USA LA BICI

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