Questa frase pare essere il tormentone tra i bikerZ Palermitani, giustamente, se lo meritano!! Una grandissima organizzazione e un gran lavoro, per consentire a Freeriders e XCers da tutta la sicilia di godere della bellezza dei tracciati in quel del "Monte Pellegrino", la montagna che sovrasta Palermo. Dove un manipolo di bikers volenterosi, appunto, ha approntato dei percorsi molto tecnici, con passaggi strettissimi tra pietre e alberi, quasi da trial, ma comunque entusiasmanti, su panorami mozzafiato e qualche "saltino" sparso qua e là, che ci sta sempre bene.
...Anche se a volte... "non tutti i salti riescono col LANDING"!!
Personalmente era la prima volta che salivo sulla famosa "montagna" Palermitana, ed è stato bellisimo farlo in mtb, è incredibile la varietà di percorsi che ci possono essere in un così "ristretto" spazio (l'altezza s.l.m. è di 700 mt.). E come per l'ultima "raidata", anche per questa, concludo con una foto che mi riguarda... STAVOLTA finalmente in puro (o quasi) stile freeride!!
Queste sono le parole che più spesso si sono sentite durante la conferenza "Promuovere e realizzare la mobilità sostenibile", da poco conclusasi proprio qui a Catania. Assenti il Sindaco, il Presidente della Provincia e della Regione.
Ma nonostante queste iniziative e la creazione nelle amministrazioni di figure apposite quali il "Mobililty Manager", quando si tratta di ecosostenibilità sembra che i dirigenti politici non vogliano mai partecipare attivamente. E questo lo dico da spettatore a una conferenza importantissima, ma scarsamente pubblicizzata, che ha visto l'assenza di coloro che dovrebbero essere i primi ad interessarsi a quello che i relatori e i partecipanti con le loro domande, erano pronti a dire. In una città come Monaco o Berlino, questo non sarebbe accaduto. Certo non ce ne sarebbe stato bisogno, ma le più alte autorità cittadine e provinciali avrebbero partecipato e sarebbero rimaste fino alla fine, proprio per apprendere dagli esperti nel settore prima, e dai veri utilizzatori e fruitori della città poi, cosa fare per mettersi al pari con gli standard europei di vivibilità. Questo perchè proprio Catania è risultata essere un pessimo modello sotto il punto di vista dell'ecosostenibilità, con ancora una media altissima di spostamenti in auto nelle brevi distanze, una perseveranza assolutamente ingiustificata nell'uso di mezzi privati a carburanti inquinanti, nell'incuranza verso il trasporto ecologico e sopratutto verso le grandissime potenzialità dello spostamento in bicicletta.
Ecco la prima parte del video, nella quale intervengono alcuni docenti delle principali facolità universitarie di Catania:
La Conferenza si è aperta con i saluti dell'Assessore alle politiche culturali Fabio Fatuzzo e del Rettore dell'Università di Catania Antonino Recca, che ha fatto un lungo discorso poco pertinente col tema dell'incontro, e molto con gli interessi dell'Università etnea. Ma a parte questo, molto importanti sono stati gli interventi dal punto di vista scientifico, tra cui da segnalare, secondo me, quello del Prof. Francesco Martinico (Architettura) su "I trasporti per la città sostenibile", quello del Prof. Giuseppe Inturri (Ingegneria) che ha parlato in modo eloquente del problema dell'uso smodato e spesso inutile dell'auto in città, e anche quello della Prof. Gabriella Alfieri (Lettere e Filosofia) che, discutendo dei "canali e delle modalità di comunicazione per la mobilità sostenibile", ha citato anche Critical Mass e la sua ormai più che decennale storia di pedalate per le città sensibilizzando quanta più gente possibile all'uso della bici.
Dopo un lauto "coffee break" si è passati a parlare del punto di vista tecnico, con diversi interventi, tra i quali hanno spiccato quelli dei vari Mobility Manager, e quello del Coordinamento Regionale della FIAB Onlus, nel quale si è parlato del ruolo della mobilità ciclistica. Questo il video. Sottolineo la parte in cui si fa riferimento alle polveri respirate dalle persone che vanno in bici, che molti credono essere più dannose. E' tutto il contrario!! Ne respirano meno di quelli nelle auto!!
La mobilità sostenibile parte dall'uso intelligente dei mezzi che si hanno a disposizione in città. E questo dipende a sua volta dall'EDUCAZIONE di ognuno. Cosa praticamente assente a Catania. Puo' mai un autobus arrivare puntuale e svolgere il suo servizio, quando nella sua corsia trova certa gente? (mi verrebbe di non oscurarle mai, le targhe...)
Edit 28/11: cliccate qui per IL RESOCONTO DELLA CONFERENZA Promuovere e realizzare la mobilità sostenibile: questo è il titolo della conferenza che domani, venerdì 28 novembre alle ore 9, si terrà a Catania presso il palazzo centrale dell'università, in Piazza Università. Si, quella piazza diventata zona pedonale, dove non si puo' parcheggiare l'auto, ma dove la sera si vedono auto blu e non blu in sosta felice e ovviamente vietata. Il tutto è semplicemente stupendo. Lo stesso accade anche nella PEDONALE Piazza Duomo, Mazzini, insomma...
Giuste polemiche a parte, passiamo a questo evento, che finalmente sembra essere una presa di coscienza da parte delle Amministrazioni comunali e provinciali. Infatti alla conferenza parteciperanno il Sindaco Raffaele Stancanelli e il Presidente della Provincia Giuseppe Castiglione: sono curioso di vedere cosa avranno da dire e da proporre. In effetti non credo che possano essere molto credibili, dopo la fine che ha fatto la metropolitana, o peggio ancora la pista ciclabile che doveva collegare piazza stesicoro con il lungomare. Sono diffidente, e non per colpa mia. Lo sono diventato grazie a quelli che hanno fatto di Catania quello che è ora. Quindi le conferenze, le "tavole rotonde", i "contentini" all'opininione pubblica e gli "stiamo lavorando per", mi dispiace ma non funzionano più.
Mobilità sostenibile? Meno parole, più fatti.
Nel video sopra, il modo con cui ho risolto il problema della mia mobilità. Se anche quelli che possono, prendessero esempio, non ci sarebbe bisogno di queste conferenze. Dobbiamo accontentarci però... almeno è già qualcosa.
Snow e la sua incredibile storia, direi. Meteora prelibata, questa settimana: siamo esattamente agli inizi degli anni '90, quando al vertice della classifica dei singoli più venduti negli Stati Uniti arriva un brano esplosivo interpretato dal rapper bianco SNOW. Il secondo rapper bianco che, dopo Vanilla Ice, si impone nelle classifiche di tutto il mondo, conquistando consensi anche tra il pubblico nero. E' il 20 Marzo 1993 quando esce "INFORMER".
Ovviamente, sopratutto per quello che riguarda il mercato italiano, la sua carriera dura pochissimo. Lo spazio di un Festivalbar. Di lui non si sa molto, se non che sarebbe nato in Canada e avrebbe avuto un'adolescenza burrascosa con una scheda personale ricca di aggressioni, risse e carcere. È tutto troppo rap-perfetto per essere vero. Scottati dalla vicenda di Vanilla Ice, tranquillo figlio di una famiglia della middle class texana trasformato dagli uffici stampa, per esigenze di ruolo, in una sorta di teppistello con un passato turbolento in bande assolutamente inventate, i giornalisti non ci cascano più. La cosa ancora più strana, è che nonostante la conquista del vertice delle classifiche da parte di Snow, l'ufficio stampa della sua casa discografica ne dichiara l'indisponibilità a incontri, interviste e dichiarazioni dirette. L'unica prova della sua esistenza sembra affidata a qualche foto e un mazzetto di fogli contenenti varie banalità.
È inevitabile che cominci a circolare il sospetto di un personaggio inesistente, una sorta di clone creato a tavolino con voce e immagine appartenenti a due persone diverse. Non è la prima volta che accade, e quando l'idea che sia una sorta di "fantasma mediatico" sta prendendo consistenza, emerge la verità. Snow esiste davvero, si chiama Darrin O’brien, è nato in Canada ed è rinchiuso in un carcere dove sta scontando una condanna per aggressione. Essendo recidivo, dopo una prima esperienza carceraria parzialmente condonata per rissa, non può godere di alcuna agevolazione nel regime carcerario e, quindi, non può rilasciare interviste. Scoperto a New York nel 1991 da D. J. Prince, ha iniziato a lavorare in sala di registrazione con il produttore M.C. Shan. Quando Informer è ormai pronto per la distribuzione arriva la condanna per aggressione e la fine della libertà. Mentre il disco scala le classifiche di tutto il mondo Snow passa così le giornate in cella. Quando tornerà libero, si ritroverà ricco e confermerà il suo momento d'oro con l'album 12 inches of Snow e il singolo Lonely monday morning.
Ma che fine ha fatto Snow, o Darrin O'brien?? Continua a produrre, scrivere e riarrangiare rap, in forma molto più anonima rispetto ai tempi d'oro. Ha aperto un myspace e da la si possono ascoltare diversi brani, oltre quelli tratti dall'ultimo Album (del 2002) "Two hands clapping", anche una versione remixata della sua Informer, che l'ha incoronato meterorona del 1994, e di cui segue, come sempre, il testo.
[CHORUS] Informer You know say daddy me snow me-a (gonna) blame A licky boom-boom down 'Tective man he say, say Daddy Me Snow me stab someone down the lane A licky boom-boom down
Police-a them-a they come and-a they blow down me door One him come crawl through through my window So they put me in the back the car at the station From that point on I reach my destination Well the destination reached in down-a East detention Where they whip down me pants look up me bottom
[CHORUS]
Bigger they are they think they have more power There on the phone me say that on hour Me for want to use it once and-a me call me lover Lover who me callin'-a the one Tammy And me love her in my heart down to my belly-a Yes say Daddy Me Snow me I feel cool and deadly Yes the one MC Shan and the one Daddy Snow Together we-a love 'em(?) as a tornado
[CHORUS]
Listen to me ya better listen for me now Listen to me ya better listen for me now When-a me rock-a the microphone, me rock on steady-a Yes-a Daddy Me Snow me are the article don But the in an a-out (?) a dance an they say, "Where ya come from?" People them say I come from Jamaica But me born and raised (in the ghetto) I want ya to know-a Pure black people man thats all I man know Yeah me shoes are-a tear up an-a my toes used to show-a Where me-a born in-a the one Toronto
[CHORUS]
Come with a nice young lady Intelligent, yes she gentle and irie Everywhere me go me never lef' her at all-ie Yes-a Daddy Snow me are the roam dance man-a Roam between-a dancin' in-a in-a nation-a You never know say Daddy Me Snow me are the boom shakata Me never lay-a down flat in-a one cardboard box-a Yes-a Daddy Me Snow me-a go reachin' out da top
[CHORUS]
Why would he? [repeat]
[MC Shan:]
Me sittin round cool with my jiggy jiggy girl Police knock my door, lick up my pal Rough me up and I cant do a thing Pick up my line when my telephone ring Take me to the station, black up my hands Trail me down 'cause I'm hangin with the Snowman What an I gonna do, I'm backed and I'm trapped Smack me in my face, took all of my gap They have no clues and they wanna get warmer But Shan won't turn informer
Della serie: "perchè tutti si stanno smuovendo solo ora??"
E' un po' come la "pillola del giorno dopo". Il danno è stato fatto, in 50 anni di inquinamento e inquinamenTI deliberati, impuniti e fraudolenti, e solo adesso che cominciamo a stare male, tutti corrono ai ripari. Non voglio neanche citare i progetti e i progettisti affossati (in tutti i sensi) della macchine ad acqua e perfino ad aria compressa.
Ma tra i le realtà più importanti in fatto di salvaguardia e difesa del nostro ecosistema, c'è The Climate Project, un’organizzazione mondiale nata dalla mission ambientale di Al Gore, Premio Nobel per la Pace, per creare un dialogo chiaro, esaustivo e diretto sui cambiamenti climatici in atto. Partito dagli Stati Uniti con un road show di conferenze e supportato dal film da lui realizzato, “Una scomoda verità”, vincitore nel 2007 di un premio Oscar, The Climate Project si è esteso oggi in tutto il pianeta. Qualche giorno fa ha fatto tappa a Roma, a Palazzo Allianz, evento durante il quale alcune delle nostre star televisive hanno enunciato quelle che sono, anzi, che DEVONO essere, secondo il progetto di Al Gore (e secondo il buonsenso comune) le regole base attravvero le quali ognuno di noi puo "dare una mano al pianeta".
cambia luce e spegni gli stand by;
fai a meno dell’auto;
se la distanza lo permette scegli il treno e non l’ aereo;
ricicla;
controlla la pressione delle gomme dell’auto;
consuma meno acqua calda;
evita imballaggi;
riscalda e raffredda meglio la casa e l’ufficio;
pianta un albero; (anche più di uno eh?)
mangia meno carne.
E io sono d'accordo. Ripeto sempre che non ci vuole molto a realizzarle. Basta scrollarsi di dosso la pigrizia, e la becera idea di essere solo una goccia nel mare. Pensiamoci.
Ghandi diceva: "Sii il cambiamento che vuoi vedere".
"Amarus in fundo", vi propongo un video che spega CHE COSA SONO LE SCIE CHIMICHE. Problema del quale si sta cominciando a parlare parecchio. Emergenza vera e propria, di cui (ovviamente) nessun telegiornale vi parlerà mai con la dovuta perizia.