domenica 7 dicembre 2008

C'è sempre una prima volta: mi hanno fregato la bici.

Per la serie "a little bit of cazzi miei" o meglio "Casa Rock(S)politik", questa volta si parla di ciò che mi è successo stasera. Il titolo dice già tutto, è il caso di parafrasare il grande Antonio Albanese e le sue maledizioni, che in questo caso, vanno al Baronetto che si è fregiato di cotanto gesto, appropriandosi di una delle mie (tiè) biciclette.

"Listen to me: Io giuro al Signore... che spererei che tra di voi lettori ci fosse il ladro. C'è un figlio di nessuno che mi ha rubato la bici, no?? Cosicchè possa leggere quello che ho da dirgli: CURNUTU!
Quella era la mia bicicletta!

Tu puoi nasconderla, puoi riverniciarla, puoi raschiare il telaio, puoi vendertela, puoi farci ciò che vuoi... MA RESTA SEMPRE LA MIA BICICLETTA!

E a ricordartelo saranno le mie maledizioni, forever!!
Le maledizoni che si attaccheranno al manubrio, al telaio e sotto la sella, nel fanale posteriore e in quello anteriore: cosìcchè si spenga in una notte tutta buia. Mentre incroci un grosso TIR. Guidato da un camionista ubriaco, morto di sonno e per di più inglese, e che per questo tiene la sinistra.
Nei freni che ti si staccheranno all'improvviso, quando ti accorgerai che la macchina davanti a te ha inchiodato, una volta compresso e schiacciato nel suo bagagliaio... Ti sorgerà il tremendo dubbio che qualcuno ti abbia maledetto... QUELLO SONO IO!

Le maledizioni si attaccheranno al sellino che salterà via mentre stai salendo al volo e un ferro nel culo ti insegnerà a non mettere più il naso tra i cazzi miei.

In più, prego Madre Natura di infradiciarti di grappoli di emorroidi, di farti sputare sangue la mattina appena alzato, di spappolarti gradualmente il fegato, di farti sordo, muto ma non per sempre, minchia, muto ma non per sempre! ...Che la voce ti venga sporadicamente e per pochi secondi nei quali tu sparerai DELLE CAZZATE IMMANI!

Che t'accechi n'occhio e ti renda daltonico l'altro, ti doti di un olfatto dove ovunque tu percepisca solo odore di mmerda.
Che ti doti di una gobba, e se già cel'hai, che in questo caso
tel'accentui, cosicchè l'unica cosa che riuscirai a vedere sono I TUOI COGLIONI!
Ed infine, grandissimo stronzone... che uno stormo di piccioni incazzati ti scambi per l'assessore all'ecologia, riempiendoti integralmente di scagazzate, cosicchè tu dovrai scappare con la mia bici, però piena di merda!
BUONA PEDALATA, CURNUTU!!"



Ok, mi sono sfogato, grazie Antonio, spero che le tue maledizioni funzionino. Alla fine, anche da queste cose si vede quanto la bici vince sempre rispetto all'auto. Era una semplice bici da città, vecchiotta, comprata solo 30 euro, sempre riparata in Ciclofficina, quindi a costo zero. Mel'hanno fregata, ma ci ho perso pochissimo. Fosse stata la macchina...
La bici in questione è quella in foto all'inizio del post, per la cronaca una bellissima Legnano firmata Touring Club Italiano... nonostante l'età, le buche, l'acqua, la terra.... andava ancora da Dio... pazienza.

PS: molti, come "scusa" (inutile) per non usare la bici, mi citano la paura dei furti. In 7 anni da "ciclista urbano", questo è stato il primo furto subìto

2 Commenti!! Fatti sentire!:

Luca ha detto...

Se il pretesto è quello dei furti allora uno farebbe meglio a cambiare città. A Catania non c'è cosa che possa non essere rubata: auto, moto, ciclomotori, cd masterizzati (con tanto di rottura di vetro), tutti i modelli di telefonini dal '96 a oggi, autoradio. Non vanno meglio le cose per gli appiedati che rischiano di tornare a casa al gelo, qualora si abbia la sfiga di prendere la stessa taglia del rapinatore.

Mali Cunfusioni ha detto...

partecipo al tuo dolore.

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