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venerdì 26 giugno 2009

E' morto Michael Jackson: attesa per l'autopsia e i funerali. I titoli dei tg usa e i commenti dei lettori.




Svegliarsi, accendere il pc, collegarsi ai siti di informazione... e apprendere che...

E' morto Michael Jackson.
Il cantante americano, 50 anni, è stato colto da un malore mentre si trovava nella sua residenza di Holmby Hills, sulle colline di Los Angeles. I soccorritori hanno riferito che, al loro arrivo, "non respirava più". E' stato portato d'urgenza all'ospedale dell'Ucla (Università di California a Los Angeles). Per un'ora circa, c'è stata incertezza sulla sua sorte. Alcuni siti lo davano per morto, altri dicevano che era in coma. Poi, la notizia del decesso si è fatta sempre più sicura e una folla di "fan" ha cominciato ad accalcarsi davanti all'ospedale.
Il fratello di Jackson, Ransy, ha riferito che Michael è collassato all'improvviso in casa. E' stata subito chiamata l'ambulanza, ma non è stato precisato quanto tempo sia passato dal momento in cui Jackson è stato colto da malore al momento in cui gli è stato effettuato il massaggio cardiaco.
I paramedici hanno continuato nel tentativo di rianimazione anche al di fuori della villa del cantante. L'ipotesi più accreditata in questo momento è quella dell'infarto, anche se non ci sono conferme da parte dell'ospedale.
Già da un paio d'anni circolano notizie, e foto, sulle precarie condizioni del cantante. Nel 2007 gli era stata diagnosticata una grave lesione al fegato, poi la sua salute era peggiorata: si era parlato di problemi alla schiena che lo avrebbero costretto ad assumere dosi massicce di antidolorifici e tranquillanti.
Nel luglio dello scorso anno le foto del cantante su una sedia a rotelle, in pigiama, con una mascherina sulla bocca. Risale a tre mesi fa l'ultima conferenza stampa dell'artista, organizzata per annunciare una serie di concerti a Londra. In quell'occasione, Jackson aveva detto che il mini-tour sarebbe stato "la mia ultima chiamata sul palco". Le date degli spettacoli erano poi slittate.
(da repubblica.it)

Ancora non è stata resa nota la data dei funerali, pare infatti che debba essere eseguita un'autopsia sul corpo dell'ormai fù Re del pop.




Così come hanno titolato stamattina i giornali Americani e Inglesi. Tra l'altro, Jacko aveva anche annunciato la sua ultima turnè proprio a Londra, dove già si parla di un grande concerto tributo, come avvenne per la morte di Freddie Mercury, il 20 aprile 1992. Cliccando sulle immagini, potrete accedere alla sito della testata relativa.

E adesso si accettano le scommesse: a quando il concerto tributo? Il triplo e quadruplo disco super raccolta? Il film?
Quello che si sa per ora è che i fan di tutto il mondo sono sbigottiti. Negli States, dove la "fede" per Jacko era davvero forte, a tratti religiosa, i fans si sono riuniti davanti il celebre teatro "Apollo" di Harlem, quartiere nero di NY, inneggiando al loro idolo scomparso.
Addio Michael.

mercoledì 18 febbraio 2009

BEE HIVE, una meteora non meteora.



Come ogni Mercoledì, dovrei parlare di una qualche meteora musicale. Ma i BEE HIVE potrebbero anche essere considerati tali, anche se il loro percorso di "mercato" non è stato tra i più tipici di una meteora. Tutti li conosciamo perchè questo era la band di Mirko in "Kiss Me Licia", grande cartone animato giapponese, poi diventato una serie di telefilm italiani, ormai un cult tra le generazioni dei nostalgici degli anni 80.
Forse non tutti sanno che i BEE HIVE è stata una formazione italiana realmente attiva dal 1985 al 1988! Anzi, a dire il vero, esistono ancora e continuano a suonare, visto che si sono riuniti proprio nel 2008. Sono gli stessi che vedevamo "suonare" nel telefilm, e ai medesimi strumenti, eccezion fatta per Mirko, al secolo Pasquale Finicelli, la cui voce durante il canto era di Enzo Draghi.
Ma ecco chi erano e chi sono tutt'ora i componenti dei BEE HIVE (nella foto da sinistra):
  • Sebastian “Satomi” Harrison - tastiere
  • Luciano “Paul” De Marini - Chitarra
  • Manuel “Matt” De Peppe - batteria-tastiere-voce-produzione-arrangiamenti
  • Pasquale “Mirko” Finicelli - voce
  • Tony Amodio - basso (nuovo entrato)
Per quello che riguarda il periodo del telefilm "Love me Licia", le canzoni erano scritte da Alessandra Valeri Manera (molti ricorderanno il suo nome citato in continuazione nelle sigle di ogni cartone dell'epoca). Proprio sull'onda di questo ritorno agli anni 80 e grazie al produttore ed ex attore nel gruppo Manuel De Peppe, i componenti del gruppo si sono riuniti col nome di BEE HIVE REUNION. Hanno già prodotto il loro primo disco, tra l'America e l'Italia, e "consumato" il loro primo tour italiano ed europeo.
In tutta la loro storia hanno venduto quasi 500mila dischi, battendo, negli anni di Kiss Me Licia, gruppi come Duran Duran o Spandau Ballet, solo nel nostro Paese.
Se volete restare aggiornati sui concerti dei Bee Hive vi basterà tenere d'occhio il loro sito www.beehivereunion.com e il loro myspace.com/beehivereunion
Per la cronaca, "Bee Hive" significa Alveare.

Tutti voi conoscerete la mitica trasmissione "Lo zoo di 105", che va in onda ogni giorno dalle 14 alle 16 su radio105, appunto. In una puntata di queste sono stati chiamati i Bee Hive, che hanno accettato di farsi torturare in studio da Mazzoli & Co.!



mercoledì 11 febbraio 2009

Meteora della settimana: PROPAGANDA

Da qualche mercoledì non compaiono più le consuete meteore della settimana: uno degli appuntamenti del blog più attesi dai lettori pero', spesso viene "evaso" in favore di post più importanti.
Ma questa settimana torniamo nella Germania degli anni 80, quando si formano i Propaganda, gruppo di musica elettronica (ovviamente, siamo in Germania...) fondato da Andreas Thein e Ralph Dorper, ai quali si aggiunsero poi diversi componenti, tra cui la cantante Susanne Freytag, la voce del loro più grande e forse unico vero successo: "DUEL", del 1985.



Nel 1985 esce l'album A Secret Wish, che si distingue per un suono eclettico ed un vago intellettualismo. Il singolo Duel, inoltre, è un vero smash-hit. Dopo cinque anni di sostanziale silenzio artistico, i Propaganda si ripresentano con una nuova formazione (Michael Mertens, Suzanne Freytag, Derek Forbes, Brian McGee e Betsi Miller) ed un album dal titolo "1234", decisamente meno originale del precedente.
Che fine hanno fatto i Propaganda?? Nel 1998 Mertens, Brücken e Freytag si riuniscono, cominciando a lavorare su nuove canzoni. Ne registrarono diverse, una delle quali prodotta da Tim Simenon e con la partecipazione di Martin Gore alla chitarra. Nell'ambito di questo pgetto nel dicembre del 98 girarono in Marocco un video per la canzone "No Return".Nonostante di tutto questo lavoro non sia mai stato pubblicato nulla, e nel gennaio 2002 Brücken ha dichiarato che "The reunion was worth a try, but did not work out" (valeva la pena provarci, ma la cosa non ha funzionato"). Comunque qualche mese dopo sulle reti di file sharing potevano trovare un CD senza titolo riconducibile a questo loro progetto le cui canzoni erano: Cloud 9, Ignorance, Who's The Fool, Beast Within, No Return, To The Future, Turn To The Sun, Dream Within A Dream e Anonymous.

Ecco il testo di DUEL, 1985.

Eye to eye, stand winners and losers
Hurt by envy, cut by greed
Face to face with their own disillusion
The scars of old romances still on their cheeks
And when blow by blow the passion dies sweet little death
Just have been lies the memories of gone by time
Would still recall the lie

The first cut won't hurt at all
The second only makes you wonder
The third will have you on your knees
You start bleeding I start screaming

It's too late the decision is made by fate
Time to prove what forever should last
Whose feelings are so true as to stand the test
Whose demands are so strong as to parry all attempts
And when blow by blow the passion dies sweet little death
Just have been lies the memories of gone by time
Would still recall the lie

The first cut won't hurt at all...

mercoledì 14 gennaio 2009

Meteora della settimana: i FICTION FACTORY.

Ancora anni 80, ancora synth pop, e ancora Gran Bretagna, nazione che ha dato i natali a tante delle meteore musicali di quest'epoca: non ultimi gli scozzesi FICTION FACTORY, che nei loro 3 anni di storia, tra l'84 e l'87, hanno visto l'apice del successo con la bellissima "Feels like heaven".



Una canzone "fraintesa", che sotto l'apparenza di una canzone d'amore delle più sdolcinate, nascondeva un testo tristissimo, sul'abbandono di una ragazza e la sua sofferenza. La canzone ha fatto volare i "Fiction" in alto nelle classifiche con il loro album "Throw The Warped Wheel Out", permettendo loro di rivaleggiare, seppur per poche settimane, con i dominatori incontrastati dell'epoca: gli Spandau Ballet.
Il nome della band ha un'origine strana: i suoi membri si incontrarono in effetti nel 1982, quando tutti provenivano da realtà musicali differenti e non avevano un progetto stabile in mente, se non questo complesso "fittizio" (Fiction) che sfornava canzoni, anche se pressochè inutili, come in una fabbrica (Factory).
Ma che fine hanno fatto? Dopo lo scarso successo del secondo singolo, "Ghost of Love", il gruppo si scioglie. Kevin Patterson (la voce) oggi è docente universitario di informatica, e si è riunito, ma solo per un giorno, con Eddie Jordan (tastiere) per suonare ancora "Feels like heaven" con lui... al suo matrimonio!!!


Heaven is closer now today, the sound is in my ears
I can't believe the things you say, they echo what I fear
Twisting the bones until they snap, I scream but no one knows
Say I'm familiar, cold to touch and then you turn and go

Feels like heaven
Feels like heaven

See how we planned for saddened eyes and tears to pave the way
I fought the fever as I knew, my hair it turned to grey
Study your face and fade the frame, too close for comfort now
We can recall the harmony that lingered but sent sour

Feels like heaven
Feels like heaven

You wanted all I had to give
See me, I feel, see me, I live, woh-oh

Feels like heaven (heaven is closer, heaven is closer)
Feels like heaven (heaven is closer, heaven is closer)
Feels like heaven (heaven is closer, heaven is closer)
Feels like heaven (heaven is closer, heaven is closer)

mercoledì 19 novembre 2008

Meteora della settimana: BREAKFAST CLUB.

"Simpaticissimo" gruppo synth-pop anni 80, da annoverare tra i grandi del genere. Certo, ai più, questa band sarà sconosciuta, anche perchè effettivamente non hanno segnato pagine così importanti della storia della musica. Non tanto perchè meteore, ma perchè la loro storia fuori dalle scene è stata particolare.
Intanto, di loro ci rimane un grande successo, "RIGHT ON TRACK", 1987.



Stavano per cominciare gli anni 80, quando in quel di New York, Dan ed Eddie Gilroy decidono di metter su una band, alla quale però mancava un bassista e un batterista: Angie Schmit ricoprirà il primo ruolo, mentre per il ruolo di "drummer", Dan pensa di inserire la allora sua ragazza italoamericana, che cominciava ad impratichirsi anche con gli altri strumenti. Il suo nome era Louise Veronica Ciccone. Si proprio Madonna! La futura regina del pop comincia ad avvertire di essere sprecata dietro i tamburi, e prende il ruolo di tastierista e backing vocalist, mirando a diventare leader del gruppo.
Ma a Dan tutto questo non piaceva, e fu così che la fine della loro relazione sentimentale, coincise con l'abbandono di quella che sarà la "material girl" per eccellenza, che andrà a cantare in un'altra formazione: gli Emmy.
Lasciata anche questa band, Madonna si invola verso la carriera da solista, "scaricando" i compagni appena lasciati a rimpiazzare i pezzi mancanti dei Breakfast Club, che rischiavano di sciogliersi.

Ma questa era la fine che comunque si prospettava di lì a poco, visto che dopo diversi album e dopo l'exploit di "Right On Track", il gruppo termina la sua carriera.
Che fine hanno fatto i Breakfast Club? Dan Gilroy si è (a forza) infiltrato in una mediocre carriera cinematografica, mentre Stephen Bray (il batterista) ha collaborato alla realizzazione di alcuni musical di Broadway e ha messo su un'etichetta discografica.
Per chi se li ricorda e non, rimangono le note di Right On Track, uno dei simboli indiscussi del synth-pop anni 80.

Gonna make a move that knocks you over
Watch this turn one's gonna put you away
But I'm doing my very best dancing
Every time you're looking the other way
I could move out to the left for a while
I could slide to the right for a while
I could get up and back
Right on track
But is right on track
Is that gonna get you back

I've been trying to get your attention
And I'm very, very close to thinking of a way
I could be big and tough and other funny stuff
But you just keep looking the other way

How far away can you go
And still be dancing with me
Would you mind staying in the vicinity
I've not been faring badly
But I would gladly take you back

There must be some kind of bad connection
'Cause this music does not sound the way it did
I got to get up and back 'cause I've been off track
And that may be just why you disappeared
But now I've got you in the corner

And I've got one more move I can try of my eye
And I've got one more move I can try

mercoledì 29 ottobre 2008

Meteora della settimana: MR.MISTER

"Il suono sofisticato e melodico del pop rock anni ‘80". Questo è ciò che si diceva dei MR. MISTER, grande gruppo di difficile definizione musicale: pochi anni di storia costellati da pochi successi, il più grande dei quali è senza dubbio la bellissima "BROKEN WINGS".



Richard Page (voce e basso), Steve George (tastiere), Pat Mastelotto (batteria) e Steve Farris (chitarra) erano i quattro ragazzi dell'Arizona, che agli inizi degli anni 80 diedero vita a questa band, che ha preso il suo nome da da un gioco di parole su un brano dei Weather Report chiamato Mr. Gone dove si riferiscono agli altri come “Mister Fister” o “Mister ...”.
Quando nel 1984 venne rilasciato il primo album dei Mr Mister, "I Wear The Face", a Page (che era anche il fondatore del gruppo) fu offerta la possibilità di rimpiazzare Bobby Kimball, cantante leader dei Toto, e più tardi di prendere il posto di Peter Cetera nei Chicago, ma lui rifiutò ambedue le offerte. Fu premiato per questa scelta, perchè il secondo album, "Welcome To The Real Word" (1985), fu il capolavoro della band americana con tre brani piazzati nella top 10 americana (Broken Wings, appunto, "Kyrie" e "Is It Love").

Che fine hanno fatto i Mr. Mister? Dopo il 1987 non riuscirono a bissare i successi precendenti, e decisero di intraprendere strade diverse sempre in ambito musicale. Richard Page ha pubblicato un album da solista, scrivendo anche canzoni per molti artisti tra cui Madonna; Steve George è diventato un direttore musicale, Steve Farris si è messo a lavorare con cantanti del calibro di Rod Stewart, Tori Amos e anche le 4 non blondes, delle quali avevo parlato la scorsa settimana. Pat Mastellotto è tutt'ora il batterista dei grandi King Krimson.
E questo invece, è il testo della loro "Broken Wings", 1985.

Baby, I don't understand,
why we can't just hold on to each other's hands?
This time might be the last, I fear.
Unless I make it all too clear.
I need you so, ohh...
Take these broken wings,
and learn to fly again
learn to live so free.
And when we hear the voices sing,
the book of love will open up and let us in.
Take these broken wings...
Baby, I thing tonight
we can take what was wrong
and make it right.
Baby, it's all I know, that you're half of the flesh
and blood that makes me whole.
I need you so.
So take these broken wings,
you've got to learn to fly,
learn to live life so free.
And when we hear the voices sing,
the book of love will open up and let us in.
Yeah year, let us in, let us in.
Baby, it's all I know, that you're half of the flesh
and blood that makes me whole,
yeah yeah yeah, yeah yeah.
So take these broken wings,
you've got to learn to fly,
learn to live life so free.
And when we hear the voices sing,
the book of love will open up and let us in.
Take these broken wings,
you've got to learn to fly,
learn to live life so free.
And when we hear the voices sing,
the book of love will open up and let us in.
Yeah year.
Yeah year.

mercoledì 1 ottobre 2008

Meteora della settimana: NICK KAMEN

Un altro salto nel cuore pulsante della musica pop degli anni 80, stavolta con un giovane modello inglese che si affaccia con successo alla carriera (rapidissima) di catante, supportato da una già affermata Madonna. Il suo nome è NICK KAMEN, e questa è la canzone che nel 1986 lo ha fatto conoscere in tutto il mondo: "Each time you break my heart".



Negli ultimi minuti, ascoltate bene il coro femminile, e se siete di orecchio fine, riuscirete a sentire proprio lei, Madonna in persona, che oltre ad aver arrangiato il brano (e si sente) aveva anche prestato la sua voce al giovane Nick.
La Signora Ciccone nota per la prima volta le doti canore del giovane, e nessuno sa come abbia fatto, in uno spot televisivo dell'85 che lo aveva come protagonista, dove lui entrava semplicemente in una lavanderia e si spogliava quasi completamente. Però, che orecchio!!!
E voi, ricordate questo famoso spot della Levi's??



Beh devo dire che io stesso ne avevo quasi perso la memoria. D'altra parte la casa americana è famosa per aver lanciato molti artisti, sopratutto con i sottofondi musicali dei suoi spot. Cito ad esempio Babylon Zoo (Spaceman), Shaggy (Mr. Bombastic), e appunto Nick Kamen, che ha prestato invece il suo corpo a una giusta causa. Madonna, dicevamo, lo nota, decide di "produrlo", e Each time you break my heart diventa successo mondiale.
Ma che fine ha fatto Nick Kamen? Dopo aver pubblicato singoli vari senza successo, negli anni 90 il giovane ex modello si ritira e si dedica alla sua vera passione: la pittura. Ma si torna a sentir parlare di lui quando una boyband svedese, gli A*teen, pubblica una cover di un suo pezzo "I promised myself".
C'è anche un sito italiano completamente dedicato a lui: www.nickkamen.it.

Ecco la copertina del suo album "Nick Kamen", 1987. E questo è invece il testo del suo unico grande successo: Each time you break my heart.

Each time you break my heart
Each time you break my heart

I know how it feels to be the talk of the town
I'm not gonna let you go and run around
I need to know that you'll be true to me
'Cause that's the way it's got to be

Why can't you give your promise to me
Is love so blind that you cannot see
I'm trying hard not to walk out the door
Know that I, oh, know that I can't take no more

Each time you break my heart
I try to put my pride aside
Each time you break my heart
A little voice inside me cries

No matter what you do or say
I'm gonna love you, I'm gonna love you anyway
And if you're so sure that I'm not your kind
How come you can't just walk away

In the beginning we were nothing but glad
Those were the best days that we ever had
There's no compassion, all your warmth is gone
Tell me how, oh, how can I keep holding on

Each time you break my heart
I try to put my pride aside
Each time you break my heart
A little voice inside me cries

I see the look in your eyes
I know you're hurting inside
Let me try
To make you love me again
I'll say that I knew you when
You were mine
You were mine

Each time, oh, yeah

In the beginning we were nothing but glad
Those were the best days that we ever had
There's no compassion, all your warmth is gone
Tell me how, oh, how can I keep holding on

I see the look in your eyes
I know you're hurting inside
Let me try
To make you love me again
I'll say that I knew you when
You were mine
You were mine

Each time you break my heart
I try to put my pride aside
Each time you break my heart
A little voice inside me cries

Each time you break my heart again
Well I can say I knew you when [each time]
You were mine

Break my heart
Don't break my heart

mercoledì 10 settembre 2008

Meteora della settimana: INDUSTRY.

Questo mercoledì ci tuffiamo negli anni 80 più "anni 80" che potete immaginare... quelli dei capelli ricci tirati indietro, dei camicioni con il colletto rialzato e dei pantaloni con le bretelle. Si parla di quelle gran meteorone degli INDUSTRY. Di loro si ricorda solo il loro unico brano di successo, "State of the nation", di cui sotto il video.



Gli Industry nascono nel 1982 a New York come una band synth-pop, ad opera di Jon Carin (voce/synth/tastiere), Mercury Caronia (synth/percussioni), Rudy Perrone (basso/voce), e Brian Madden (chitarra/voce). Fra l'83 e l'84 esce quindi il loro unico album, "Stranger to stranger", trascinato dal successo mondiale di "State of the nation", appunto.
Canzone dal testo chiaramente e sinceramente antimilitarista (il video è girato su una nave da guerra) che si è "permesso" di sfondare anche nelle classifiche Asiatiche.

Che fine hanno fatto gli Industry? Dopo lo scioglimento, praticamente un anno dopo il successo mondiale, e nonostante l'aver fatto da spalla ai concerti di Billy Idol, INXS e tanti altri, i quattro prendono strade diverse. Jon Carin continua a scrivere musica e a collaborare addirittura con i Pink Floyd, The Who, Roger Waters; Madden ha formato nel 95 un gruppo folk, i MaddenRae; e Perrone si esibiva in vari locali.
Questo è il testo di State of the nation, 1984.

I see them marching off to war
They're looking so heroic
I'm told they won't be gone for long
But that's a lie and they know it

Ten thousand gone, they won't return
Never to be seen again
Strategic games are all we learn
In the end

Well, they say

Don't you worry 'bout the situation
A message from the telephone
They're out there fighting for the state of the nation
And waiting for the chance to come home
They're always off to fight the alienation
And realize they're fighting alone

When nightmare memories fade to dust
We'll get back on our feet again
This war has nothing to do with us
But somehow we're so involved in it

Well, don't you worry 'bout the situation
A message from the telephone
They're out there fighting for the state of the nation
And waiting for the chance to come home

Don't you worry 'bout the situation
A message from the telephone
They're always off to fight the alienation
And realize they're fighting alone

There's no place like home
There's no place like home
There's no place - I don't want to be anywhere else

There's no place like home
There's no place like home
There's no place - I don't want to be anywhere else

There's no place like home
There's no place like home
There's no place - I don't want to be anywhere else

There's no place like home
There's no place like home
There's no place - I don't want to be anywhere

Don't you worry 'bout the situation
They're out there fighting for the state of the nation

Don't you worry 'bout the situation
A message from the telephone
They're always off to fight the alienation
And realize they're fighting alone

They're out there fighting for the state of the nation
And waiting for the chance to come home
They're always off to fight the alienation
And realize they're fighting alone

There's no place like home
There's no place like home
There's no place like home
There's no place like home

Rock(S)politik with...

USA LA BICI

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