Visualizzazione post con etichetta lutti. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta lutti. Mostra tutti i post

lunedì 29 novembre 2010

E' morto Mario Monicelli: suicidio o "omicidio"?

Il cinema italiano e mondiale è in lutto. Ieri 29 novembre, il grandissimo regista Mario Monicelli è morto. E' precipitato dal quinto piano dell'ospedale San Giovanni di Roma, dove era ricoverato da qualche giorno. Secondo fonti sanitarie, si sarebbe suicidato. Aveva 95 anni.

Mi piaceva, Mario. Un regista che non ha mai avuto paura di fare quello che l'arte, come il cinema deve semplicemente fare: comunicare e istruire.
Irriverenti e colti come lui, i suoi film. Ultimamente si è fortemente battuto, come sempre in prima linea, contro i tagli alla cultura.
"Senza cultura non rimane nulla", aveva detto.




L'armata Brancaleone, Amici miei, La grande guerra... Quando guardavo questi film o le interviste di quel vecchio signore, quel genio, sperando di vederlo vivere per sempre... non mi aspettavo una fine del genere.
Suicidarsi a 95 anni, un gesto di cui giornali e tv discuteranno per giorni. Un uomo che ha visto soffocare tutto ciò per cui viveva: l'arte.
E se fosse davvero questa la ragione, questo non sarà altro che un omicidio.

Non ci sarà nessun funerale per Mario Monicelli. Lo ha detto alla stampa il nipote Niccolò, aggiungendo che il regista "sarà portato a Monti, il rione in cui viveva, per un ultimo saluto ai monticiani. Poi sarà portato alla Casa del cinema, dove riceverà il saluto di tutti quelli che vorranno rivolgergli un ultimo omaggio". Il nipote del regista, che stamattina è alla camera mortuaria dell'ospedale San Giovanni accanto all'ultima compagna del regista, Chiara Rapaccini, e le tre figlie, ha tenuto a precisare che "la famiglia non ritiene necessario fare un funerale", sottolineando che tutto verrà fatto "nel rispetto della volontà di Mario Monicelli e di tutta la famiglia". Niccolò ha aggiunto che la salma sarà cremata "in forma privata alla presenza dei soli familiari". (da "repubblica.it")

giovedì 17 settembre 2009

(O)missione di pace.

Chissà quante cose non sarebbero successe se solo George Bin Bush non fosse stato "eletto" presidente nel lontano 2000...
Questi sono i militari che lui ha mandato per fare solo i suoi interessi, e non certo quelli del mondo intero.




E questi sono i nostri militari, che uno stato servo della Jihad Statunitense di Bush ha mandato per una missione di pace.

Eroi?? Non hanno avuto neanche il tempo di esserlo, come nessuno dei loro commilitoni morti prima. Morire per la propria patria è un onore, ma in una finta missione di pace, uccisi da un fanatico kamikaze, e per l'ennesimo capriccio della famiglia Bush, è anche umiliante, secondo me.
Se a questo aggiungiamo l'assoluta ipocrisia dei politici, è fatta. Come dopo ogni attentato, ora tutti gridano al rientro. Mi dispiace, è già tardi, sopratutto per le famiglie di tutti i soldati italiani vittime di questa inutile guerra, in Iraq (38 morti dal 2003) come in Afghanistan, 21 morti dal 2004: eccoli.

3 ottobre 2004. Il Caporal Maggiore Giovanni Bruno, 23 anni, muore dopo che il mezzo su cui viaggiava esce di strada alla periferia di Kabul.

3 febbraio 2005. Il Capitano di Fregata Bruno Vianini è a bordo di un aereo civile tra Herat e Kabul che che precipita in una zona montuosa 60 chilometri a sudest della capitale.

11 ottobre 2005. Colpito alla testa da un proiettile partito accidentalmente, il Caporal Maggiore Michele Sanfilippo, 34 anni, viene trovato morto nella camerata del battaglione Genio a Kabul.

5 maggio 2006. Il Tenente Manuel Fiorito, 27 anni, e il Maresciallo Luca Polsinelli, 29 anni, rimangono uccisi nell'esplosione di un ordigno al passaggio di una pattuglia italiana a bordo di due veicoli blindati a sudest di Kabul.

2 luglio 2006. Il Tenente Colonnello Carlo Liguori, 41 anni, muore d'infarto a Herat.

20 settembre 2006. il Caporal Maggiore Giuseppe Orlando, 28 anni, perde la vita nel ribaltamento del mezzo blindato Puma a Chahar Asyab.

26 settembre 2006. Un ordigno esplode al passaggio di una pattuglia italiana sempre a Chahar Asyab. rimane ucciso il Caporal Maggiore Giorgio Langella, 31 anni, mentre rimangono feriti altri 5 militari italiani. Tra loro il Caporal Maggiore Vincenzo Cardella, che morirà alcuni giorni dopo per le ferite riportate nell'attentato.

24 settembre 2007. L'agente del Sismi Lorenzo D'Auria è ferito gravemente durante un blitz delle forze speciali britanniche per la sua liberazione. Trasportato in Italia, muore qualche giorno dopo.

24 novembre 2007. Un kamikaze si fa esplodere nella valle di Pagman, a 15 chilometri da Kabul. Rimane ucciso il Maresciallo Capo Daniele Paladini, altri tre militari vengono feriti.

13 febbraio 2008.
Il maresciallo Giovanni Pezzulo, 44 anni, viene ucciso e un altro militare rimane ferito, in un attacco con armi da fuoco portatili nel distretto di Uzeebin, a circa 60 chilometri dalla capitale. Pezzulo faceva parte del Cimic Group South di Motta di Livenza, un reparto che si occupa prevalentemente di attività di cooperazione civile-militare.

21 settembre 2008. Il Caporal Maggiore Alessandro Caroppo muore per un malore a Herat prima di montare di guardia.

15 gennaio 2009. Il Maresciallo dell'Aeronautica Arnaldo Forcucci muore per un arresto cardiocircolatorio.

14 luglio 2009. Una pattuglia di paracadutisti della Folgore viene colpita da un ordigno lungo la strada 517, tra Farah e la Ring Road. La violentissima esplosione uccide il Caporal Maggiore Alessandro di Lisio, altri tre soldati italiani rimangono feriti.

domenica 5 luglio 2009

Diretta internet dei funerali di Michael Jackson: dove seguirli?



Dopodomani, martedì 7 luglio dalle ore 10, a Los Angeles, si terranno i funerali del grande Michael Jackson: in Italia saranno le 19, e per seguire in diretta live la cerimonia funebre del Re del Pop, vi basterà collegarvi a Italia1 o su Sky.

La diretta sul web per intero, potrete vederla con programmi gratuiti come Live Player.


Il funerale si terrà allo Staples Center di Los Angeles, il palazzetto dello sport e dello spettacolo dove Michael Jackson aveva provato gli ultimi balletti per il tour in Europa che aveva programmato per rilanciarsi. Da qualche giorno c'è anche l'ultimo video girato 2 giorni prima della tragica morte, in cui il cantante appare ancora pieno di energia.



Quest'anno come non mai, il supporto di internet e delle Tv in streamig sarà importantissimo. Pochi artisti sono riusciti a raccogliere così tanti fan nel mondo. L'unica cosa che mi dispiace vedere sono questi "fan dell'ultimo minuto", che si vedono girare per le strade con le canzoni di Michael a tutto volume nella loro auto, come se adesso facesse "figo" ascoltarle. La maggiorparte di loro non sanno neanche chi era, non l'hanno mai neanche preso in considerazione, e non l'anno vissuto come l'abbiamo vissuto noi, generazione degli anni 80.
Michael Jackson sarà pure stato quello che era, ammesso che lo fosse, e io non sono certo un fan sfegatato, ma per me ha sempre rappresentato una parte dei miei anni, che ricordo con le sue canzoni e solo con le sue e di pochi altri.
Quando alle elementari il video di "Thriller" ci faceva quasi paura, quando alle medie imitavamo i passi di "Bad" (con regolare mano sul pacco), quando con il Sega Megadrive giocavamo con Moonwalker, e provavamo a piegarci sui piedi come in una famosa scena del video (cadendo puntualmente)...




Poi l'evoluzione musicale magari ha preso tante altre direzioni (io stesso sono l'ecletticità fatto persona) ma i ricordi sono sempre quelli...

mercoledì 1 luglio 2009

Il testamento di Michael Jackson.


Jimi Hendrix, Jim Morrison, Kurt Kobain, Elvis Presley... tutti grandissimi artisti che hanno fatto una fine tragica o comunque, anche per colpa dei giornalisti, avvolta dal mistero.
Michael Jackson è l'ultimo di questa lista, essendosene andato qualche giorno fà lasciando un grandissimo vuoto in tutti quelli che lo amavano, alcuni in maniera quasi religiosa o come se fosse un figlio o un fratello.
D'altra parte, quasi tutti quelli che erano ragazzi negli anni 80, sono cresciuti sopratutto con le sue canzoni e i suoi passi di danza quasi impossibili da imitare.
Ora è stato reso pubblico anche il testamento di Jacko, ecco qui il testo, in .pdf.

Il padre non è neanche stato citato, mentre i tre figli sono stati affidati alla madre, con Diana Ross (sua grande amica e confidente) nominata possibile tutrice. Il re del pop non potrà essere sepolto nel ranch di Neverland (causa leggi di stato che proibiscono la sepoltura in luoghi privati), ma i funerali si terranno comunque martedì 7 luglio. La foto sopra, passerà alla storia come uno degli ultimi scatti fatti a Michael Jackson. Siamo a due giorni prima della sua morte, allo Staple Center di Los Angeles, durante le prove per gli annunciati concerti a Londra.

venerdì 26 giugno 2009

E' morto Michael Jackson: attesa per l'autopsia e i funerali. I titoli dei tg usa e i commenti dei lettori.




Svegliarsi, accendere il pc, collegarsi ai siti di informazione... e apprendere che...

E' morto Michael Jackson.
Il cantante americano, 50 anni, è stato colto da un malore mentre si trovava nella sua residenza di Holmby Hills, sulle colline di Los Angeles. I soccorritori hanno riferito che, al loro arrivo, "non respirava più". E' stato portato d'urgenza all'ospedale dell'Ucla (Università di California a Los Angeles). Per un'ora circa, c'è stata incertezza sulla sua sorte. Alcuni siti lo davano per morto, altri dicevano che era in coma. Poi, la notizia del decesso si è fatta sempre più sicura e una folla di "fan" ha cominciato ad accalcarsi davanti all'ospedale.
Il fratello di Jackson, Ransy, ha riferito che Michael è collassato all'improvviso in casa. E' stata subito chiamata l'ambulanza, ma non è stato precisato quanto tempo sia passato dal momento in cui Jackson è stato colto da malore al momento in cui gli è stato effettuato il massaggio cardiaco.
I paramedici hanno continuato nel tentativo di rianimazione anche al di fuori della villa del cantante. L'ipotesi più accreditata in questo momento è quella dell'infarto, anche se non ci sono conferme da parte dell'ospedale.
Già da un paio d'anni circolano notizie, e foto, sulle precarie condizioni del cantante. Nel 2007 gli era stata diagnosticata una grave lesione al fegato, poi la sua salute era peggiorata: si era parlato di problemi alla schiena che lo avrebbero costretto ad assumere dosi massicce di antidolorifici e tranquillanti.
Nel luglio dello scorso anno le foto del cantante su una sedia a rotelle, in pigiama, con una mascherina sulla bocca. Risale a tre mesi fa l'ultima conferenza stampa dell'artista, organizzata per annunciare una serie di concerti a Londra. In quell'occasione, Jackson aveva detto che il mini-tour sarebbe stato "la mia ultima chiamata sul palco". Le date degli spettacoli erano poi slittate.
(da repubblica.it)

Ancora non è stata resa nota la data dei funerali, pare infatti che debba essere eseguita un'autopsia sul corpo dell'ormai fù Re del pop.




Così come hanno titolato stamattina i giornali Americani e Inglesi. Tra l'altro, Jacko aveva anche annunciato la sua ultima turnè proprio a Londra, dove già si parla di un grande concerto tributo, come avvenne per la morte di Freddie Mercury, il 20 aprile 1992. Cliccando sulle immagini, potrete accedere alla sito della testata relativa.

E adesso si accettano le scommesse: a quando il concerto tributo? Il triplo e quadruplo disco super raccolta? Il film?
Quello che si sa per ora è che i fan di tutto il mondo sono sbigottiti. Negli States, dove la "fede" per Jacko era davvero forte, a tratti religiosa, i fans si sono riuniti davanti il celebre teatro "Apollo" di Harlem, quartiere nero di NY, inneggiando al loro idolo scomparso.
Addio Michael.

giovedì 19 febbraio 2009

Ciao Oreste.

Un altro grande che se ne va. Un grande attore italiano, Oreste Lionello. Molti lo ricorderanno per le sue negli spettacoli del "Bagaglino", mentre indossava i panni di Berlusconi o Andreotti, il personaggio che in assoluto gli ha dato più popolarità. Insieme a Woody Allen, del quale era il doppiatore fisso. Tutte cose che purtroppo non potrà più fare.

Oreste Lionello si è spento a 81 anni a Roma, dopo una lunga malattia. Nato a Rodi il 18 aprile 1927, agli inizi degli anni Cinquanta aveva intrapreso contemporaneamente la carriera di autore e interprete comico a teatro e quella di doppiatore al cinema, che gli daranno popolarità. In televisione arriva nel 1956 con una serie per ragazzi. Ma la sua vocazione è il cabaret che si esprime, dall’inizio degli anni Settanta, con il gruppo del Bagaglino creato insieme ai suoi amici Castellacci, Pingitore, Cirri e Palumbo. Come doppiatore, Lionello è noto soprattutto per l’eccezionale simbiosi col personaggio di Woody Allen, che ha doppiato per decenni dopo aver prestato la voce anche a Jerry Lewis, Peter Sellers, Charlie Chaplin (Il grande dittatore) e Marty Feldman e Michel Serrault nella trilogia del Vizietto.



Leo Gullotta, suo collega da tanti anni, ha così commentato l'accaduto:
"Sono in tournée, questa notizia arriva come uno schiaffo. Va via una meravigliosa persona, una straordinaria intelligenza, una qualità professionale altissima".

Fabrizio Maturani in arte Martufello: "Cosa mi resta di Oreste? trent’anni di ricordi. Abbiamo lavorato fianco a fianco senza perdere una stagione. Si era preso quindici giorni per riposarsi, era un amico, un fratello, un padre e un maestro"

Valeria Marini (che fu lanciata proprio da Lionello): "tanti momenti insieme, arricchiti dalla sua saggezza quasi filosofica cui però non faceva mai difetto l’ironia. Aveva una voce meravigliosa e un grande talento".

Caso strano, ogni volta che Paolo Bonolis presenta il Festival di Sanremo, muore qualcuno. 3 anni fà, se ricordate, toccò ad Alberto Castagna. Stasera, durante il Festival, sarà reso un omaggio a questo altro grande scomparso della nostra Italia.
Ciao Oreste.

domenica 1 febbraio 2009

Morto Giuseppe Gatì, il contestatore di Sgarbi malmenato.

Sicuramente tutti ricorderete la vicenda che ha visto protagonista un giovane Agrigentino, Giuseppe Gatì, e l' "On." Vittorio Sgarbi, quando appunto il ragazzo è stato aggredito in modo assolutamente gratuito dalle forze dell'Ordine e dallo stesso Sgarbi, per una domanda "scomoda".
Questo il video, e a questo link trovate il post in cui ne parlo.



Solo oggi apprendo la notizia che Giuseppe Gatì non c'è più: una fatalità tragica. E' morto folgorato da una scarica elettrica. L'incidente è avvenuto nel caseificio di proprietà del padre della vittima, coordinatore cittadino del Pd. Giuseppe non si è accorto che c'era un filo scoperto, inavvertitamente l'ha toccato ed è morto folgorato. I carabinieri hanno aperto un'inchiesta. E spero davvero si tratti di una fatalità, come dicevo prima.

Sul suo Blog, "La mia terra difendo", stanno cominciando ad arrivare commenti per questo che era uno degli esempi da seguire in fatto di coraggio e difesa della democrazia. E non è una frase di circostanza, stavolta, quando si dice "SONO SEMPE I MIGLIORI QUELLI CHE SE NE VANNO".
Ciao Giuseppe.


Alcuni commenti dal blog "La mia terra difendo":

"Solo dolore. E molta tristezza per la famiglia che perde un figlio e per la Sicilia che ha perso una voce forte e un ragazzo coraggioso.
Uno, mille, centomila Giuseppe Gatì!!!"

"Sono un Torinese triste, Giuseppe, ho poco per misurare chi eri, ma posso immaginare che tutta la Sicilia, l’Italia, dovrebbe dedicarti un pezzo di se, spero che la tua vita sia stata felice, perchè grazie a gente come te il mondo va avanti."

"Lo hanno ucciso"

"Non ti conoscevo di persona ma sarebbe stato un onore perche di Siciliani come te c’e ne sono pochi.CHE QUESTO BLOG RIMANGA IN ESSERE NEL TUO PERENNE RICORDO.Ai familiari di Giuseppe rivolgo un caro abbraccio
anch’io ho due figli e posso solo intuire il dolore che si possa provare per la perdita di un figlio.Agli amici stretti di Giuseppe dico ricordatelo nel migliore dei modi portate avanti le sue idee e vedrete che vivra’ per sempre."


E' proprio vero: possono bendarci, ucciderci, censurarci, reprimerci... MA NON POTRANNO MAI FERMARE INTERNET. Se il popolo italiano uscisse dal pantano di ignoranza nel quale è invischiato, internet sarebbe il primo veicolo per una rivoluzione delle menti, e quindi della nostra classe dirigente: le stesse facce e gli stessi soprusi ci hanno stancato. Prima, Seconda, Terza Repubblica. Si assomigliano tutte, per fine: il furto. Di soldi, di menti, di speranza.
La speranza che come te, Giuseppe, ce ne siano tanti altri. Addio.

mercoledì 12 novembre 2008

Ciao Miriam, cara "mama africa"...

Il mercoledì di solito mi occupo di meteore musicali, ma stavolta parlo di una grande stella, che purtroppo si è spenta due giorni fà. Una stella sudafricana che ha dedicato la sua vita e la sua musica alle cause civili, una su tutte, l'Apartheid: il suo nome era Miriam Makeba, ed è morta proprio durante un suo concerto, proprio in Italia.
L'evento era un live anti camorra e anti razzismo organizzato per Roberto Saviano (lo scrittore di Gomorra), una causa che la cantante ha quindi sposato fin da subito, nonostante la sua salute cagionevole. A fine concerto ha voluto anche una copia del libro in inglese, e proprio durante i saluti finali al suo pubblico, è svenuta sul palco.
Trasportata subito in ospedale, è morta per una crisi cardiaca.

Ma la buona musica vive per sempre, e così coloro che l'hanno fatta e la fanno. Di lei ci rimangono tantissime canzoni, anche se, in pieno stile "meteora", tutti la conoscono per il suo grande successo di sempre: "Pata Pata".



L'artista di colore, 76 anni, era divenuta famosa in tutto il mondo per essersi battuta vigorosamente contro il regime dell'apartheid che aveva dilaniato il suo Paese, il Sudafrica. Non a caso era diventata delegato delle Nazioni Unite. E non a caso il suo impegno contro la segregazione razziale, ingigantito dalla fama di cantante nota in tutto il mondo, aveva causato la reazione del governo sudafricano che, nel 1963 - in pieno regime di apartheid - l'aveva costretta all'esilio ed aveva messo al bando tutti i suoi dischi. Da alcuni anni, per motivi professionali, la Makeba si era gia' trasferita in Europa, anche se continuava a frequentare di tanto in tanto il suo Paese d'origine. Dopo che le fu imposto l'esilio, per tornare in Sudafrica, Miriam Makeba dovette attendere quasi 30 anni: soltanto nel 1990, infatti, Nelson Mandela riusci' a convincerla a tornare nella terra dove era nata - sua madre era di etnia swazi e suo padre, morto quando lei aveva sei anni, era uno Xhosa - e che era stata costretta ad abbandonare.

Un'artista che ha lottato per una vita, con la potenza delle sue note, e che è morta sul campo, contro ogni forma di soppressione della libertà e della verità, come la camorra.
Ciao Miriam.

giovedì 6 novembre 2008

Ciao Orazio, caro "vecchietto con la bici"...

E' morto a 85 anni il vecchietto che quasi ogni giorno, con la sua fedele bicicletta, andava da Nicolosi a Catania e ritorno, con qualunque tempo, incurante dei chilometri e delle salite fino al suo piccolo paese etneo.
Ironia della sorte è che proprio poche settimane fa fosse stato girato un cortometraggio sulla sua incredibile vita. E questo è il servizio del TG di Video3 che ne parla.



Addio Orazio, mito fra i miti catanesi, che probabilmente ha portato un po' di buonsenso in tutti quelli che dalle loro inseparabili automobili, lo hanno visto almeno una volta inerpicarsi sulle strade etnee con la sua bicicletta. Il suo testimone è passato a tutti quelli che ogni giorno scelgono e sceglieranno questo tipo di buonsenso, qualora fosse nelle loro possibilità, anche solo pensando a quanti spostamenti assolutamente inutili si fanno ormai in auto, cominciando a capire che l'alternativa c'è e che fa bene a se stessi e agli altri, e a costo zero. C'è sempre stata ma nessuno se ne è mai accorto.

Su internet in molti hanno parlato dell'accaduto, comprese grandi testate giornalistiche italiane come il messaggero.

lunedì 14 luglio 2008

Sigarette, fiches e telecomando.

Sono queste le cose che Gianfranco Funari, che è morto tre giorni fa a 76 anni, si è assicurato di portare nella bara. I funerali saranno celebrati domani (martedì) nella Chiesa di San Marco a Milano, e la funzione sarà aperta a tutti. Chiunque.
Poi sarà seppellito al Cimitero Monumentale del Capoluogo lombardo. Per il suo ultimo viaggio, hanno deciso di comune accordo la moglie Morena, il produttore Marco Falorni e tutto il suo staff-famiglia, Funari indosserà l'abito che aveva nella foto scelta per la lapide, dove tra l'altro verrà incisa - rispettando la volontà del defunto - la frase "Ho smesso di fumare".

Eh si, è stato proprio il fumo a tradire quest'uomo, che da anni aveva problema sia al cuore che ai polmoni. Questa la sua toccante intervista a "Il Senso della Vita", con Paolo Bonolis.



Personaggio amato e odiato, e in entrambi i casi per la sua schiettezza e il suo coraggio. Domani, la bara sarà portata da Andrea Frassoni e Andrea Pensotti, i collaboratori più giovani dello staff di Funari, e da due persone vicine alla famiglia. Sopra la coperta di girasoli (così lui si immaginava l'Aldilà nella "Commedia Divina", puntata zero mai andata in onda e prodotta da Mediaset due anni fa) saranno poggiati il cappello e il bastone. Dalla moglie una corona di rose rosse con la scritta "Insieme per sempre, Morena".
E la musica di Bob Dylan con Blowing in the wind, ma anche quella di Pierangelo Bertoli con A Muso Duro, per accompagnare l'ingresso e l'uscita del feretro dalla Chiesa.
Il tutto plateale e toccante, come lui. Ottima scelta, quella della canzone di Dylan, le cui parole sono tra le più azzeccate per descrivere questo personaggio.

Sigarette, fiches e telecomando. Avevi ragione Gianfranco, proprio tre cose che ti uccidono.



How many roads must a man walk down
Before they call him a man
How many seas must a white dove sail
Before she sleeps in the sand
How many times must the cannonballs fly
Before they are forever banned
The answer, my friend, is blowing in the wind
The answer is blowing in the wind

How many years can a mountain exist
Before it is washed to the sea
How many years can some people exist
Before they're allowed to be free
How many times can a man turn his head
And pretend that he just doesn't see
The answer, my friend, is blowing in the wind
The answer is blowing in the wind

How many times must a man look up
Before he can see the sky
How many ears must one man have
Before he can hear people cry
How many deaths will it take till he knows
That too many people have died
The answer, my friend, is blowing in the wind
The answer is blowing in the wind

giovedì 1 maggio 2008

Albert in the sky with diamonds

Mi è giunta notizia che due giorni fà è morto, e non di overdose, il chimico svizzero Albert Hofman, che nel 1943 scoprì l'Acido Lisergico, più comunemente conosciuto come LSD. Quella che sarebbe diventata una delle sostanze allucinogene più potenti, fu "inventata" per caso, quando, durante un esperimento in laboratorio, Hofmann lasciò cadere una piccola quantità sulla mano: «Un incredibile senso di irrequietezze associato a uno strano stordimendo» disse sul momento tanto da voler rivivere subito quell'esperienza. In seguito sperimentò su se stesso gli effetti dell'LSD descrivendo poco dopo con precisione il suo primo "viaggio acido".

Il chimico credeva che l'acido lisergico potesse aiutare a comprendere la struttura della mente umana, a seguirne i percorsi e a capire l'origine dell'immaginazione, difatti l'Lsd cominciò a essere usato da molti terapisti per accedere all'inconscio dei pazienti. In tanti, grazie a questa sostanza, fecero esperienze di fuoriuscita dal corpo.
DON'T TRY THIS AT HOME! :)
Ah, la coca-cola con l'aspirina di "Tapparella" non funziona.

L'LSD è stata una droga molto usata sopratutto negli anni delle grandi rivolte giovanili studentesche e pacifiste, e veniva spesso consumato sotto forma di "zollette" o di piccoli "francobolli" da ingerire. A partire dagli anni 60 quindi, l'acido lisergico cominciò a essere considerato come uno strumento spirituale, mistico e religioso, allontanandosi dalla ricerca e dalla cura delle patologie psichiatriche. Si diceva aprisse "le porte della percezione": guardacaso in quegli anni, Jim Morrison chiamava il suo gruppo The Doors, "le porte della percezione", appunto.
Gli stessi Beatles pare che abbiano dedicato sia a Hofmann che alla sua scoperta, la canzone "Lucy in the Sky with Diamonds" che, oltre che contenere un acronimo di LSD, ha anche un testo molto da "trip mentale".



I Beatles non erano nuovi a video molto "psichedelici". Vi consiglio di scar... di comprare "Yellow Submarine", un film di animazione ispirato all'omonima canzone. Eccone un'estratto.

PS: Albert Hoffman aveva 102 anni. 102 anni "sperimentando su se stesso" l'LSD?? :D

lunedì 7 aprile 2008

Ciao Charlton.

Fu Mosè, fu El Cid, fu Beh-Hur, fu Michelangelo e fu tanto altro ancora.
John Charles Carter, questo il suo vero nome, ci ha lasciato poche ore fa. Aveva 84 anni, e ad ucciderlo è stato l'Alzheimer, di cui soffriva da tempo. Personaggio idolatrato e recentemente criticato, sopratutto per il suo spirito di americano conservatore e per essere stato presidente della National Rifle Association, la lobby delle armi, ma contemporaneamente anche sostenitore di personaggi come Martin Luther King e del movimento per i diritti civili degli anni Sessanta.
E proprio questa poliedricità, ha permesso a Charlton Heston di essere protagonista in oltre 100 film spesso diversissimi tra loro. Certo, il suo "habitat" ideale erano i grandi kolossal degli anni 50-60. Film storici, i ruoli solitamente "epici", ma in tutti ha sempre recitato con la stessa intensità che lo ha portato al successo dall'epoca de "I dieci comandamenti".





Beh che dire... speriamo che lo incontri, il "vero" Mosè!!!

Rock(S)politik with...

USA LA BICI

Creative Commons License Questo/a opera è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons Ariticolo 21

Free Blogger
eXTReMe Tracker

Post di rilievo per argomento

Promozione apertura Gev

Ecologia

Politica e spolitica

East Side Stories
Cultura e Scultura

Povera Italia
Template by KangNoval & Abdul Munir | blog Blogger Templates