domenica 13 luglio 2008

Le disgrazie non vengono mai sole.

Ricordate che poco tempo fa ho pubblicato un articolo sul cancro pseudomusicale dei neomelodici? Poche ore fa ho scoperto che in una puntata di TRL su MTV, che quella sera era in diretta da Napoli, è intervenuto (non so proprio come mai) il "cantante" napoletano "Alessio".
Consiglio a tutti di guardare il video, che ha del tragicomico.



E' assurdo come ci sia un'ignoranza tale in giro, sbandierata come niente!!! Certo, c'è da chiedersi come mai MTV abbia permesso tutto questo. Forse ne considerava i risvolti comici, infatti Alessandro Cattelan non ha fatto altro che metterlo in ridicolo. Bravo.
Ma quest'apoteosi del trash è difesa a spada tratta nei commenti al video, e portata avanti da tantissime persone che incredibilmente trovano interessante questo genere di "musica".
Scusate l'intolleranza, ma per un amante della vera musica, praticante (indegno) e studioso della storia di quest'arte stupenda, sapere che queste persone hanno un pubblico (che vada oltre i loro parenti e amici) mi deprime.

Ma per scacciare la timidezza, ecco quelli che secondo me sono i video neomelodici più trash mai visti!! BUON DIVERTIMENTO!!!

Giuseppe Junior - Minigonna (w la precocità)

...Che ci regala un'altra perla... "Guagliona con la smart"




Stefano Rio - Gioia 'e papà (dramma carcerario e musicale)




Igino del Vomero - Il bisogno di dirtelo (non può essere vero)




Raffaello e Genny Fenny (!?) - Tu si mè frate (predicare bene e razzolare male)

12 Commenti!! Fatti sentire!:

vittoso ha detto...

Oh my, oh my!

File te ientu ha detto...

Ciao!

Partendo dal presupposto che secondo me il video di Igino del Vomero è una parodia passata per video reale (cioè, spero, più che altro), volevo lasciarti il mio commento in relazione, soprattutto al post del 7 luglio riguardo i neomelodici.

Il punto di arrivo della mia opinione è quello per cui, secondo me, hai esagerato nella critica. Ed ora ti spiego le mie motivazioni, cercando di essere il più breve possibile.

Innanzitutto nei termini: "cancro pseudomusicale" è ai limiti della mancanza di rispetto e forse li supera già un tantino. Probabilmente tu ne capisci molto più di me di musica (mi sembra di aver letto che è anche oggetto dei tuoi studi), ma anche io, nel mio piccolo, posso ritenermi un "appassionato attento". Non c'è assolutamente nessun dubbio che il livello qualitativo della musica neomelodica napoletana sia estremamente basso, ma arrivare a considerarlo la matastasi (per citare il compagno artistico di Apicella) credo rientri un po' nella sfera, quasi, del razzismo sociale. Esagero? Cerco di spiegarmi.
Come diceva Kandinsky "L'arte è figlia dei tempi" ed io aggiungerei, della terra da cui prende forma. Come dice il critico nel video cha hai inserito nel post del 7 luglio, "sono le voci che rappresentano anche la cacofonia della Napoli del terzo millennio." La musica neomelodica poteva nascere solo a Napoli e in nessuna altra parte del mondo, perchè rappresenta tutta la "napoletaneità", con i suoi affascinanti pregi e disatrosi difetti. Inoltre, è la voce (e non potrebbe essere altrimenti) degli stadi più bassi della società, quelli, per intenderci, dai quali è quasi culturalmente impossibile sfuggire se hai la sfiga di nascervi. E' chiaro che nè te nè io potremmo MAI ascoltare quel genere di musica e, anzi, a volte ci stizza e addirittura è motivo di sarcasmo pungente. Ma è la stragrande maggioranza della popolazione che non lo ascolta, il che presuppone che sia un fenomeno diffuso, questo si, ma circoscritto a determinati ambienti.
Io sono pugliese e la musica napoletana va fortissimo, ovviamente, anche giù da me. Taranto è ancora roccaforte di molti artisti napoletani del passato che si esibiscono nei locali ed ai matrimoni. Non è un caso, infatti, che Luca Medici sia di Bari. Trovarsi tra le strade di Taranto Vecchia, a volte, dà l'impressione di essere proprio sotto il Vesuvio.
Cercando di immedesimarmi (e non è semplice) nella ragazzina dei quartieri spagnoli (o di Bari vecchia o di Catania) con i 3/4 della sua famiglia dedicata alla filosofia camorristica, non è difficile capire i motivi per cui Alessio sia considerato un mito. Così come non è difficile comprendere tutto il mercato che ci gira attorno. Purtroppo quella musica è espressione della loro cultura, per quanto opinabile, e va rispettata. Probabilmente un ragazzo che gira in macchina con Finizio a palla non ha mai sentito parlare di Leonard Cohen, per fare un nome, ma noi due si: noi sappiamo distinguere perchè la nostra cultura può permetterci di farlo, loro no. E quasi sempre non per colpa loro.

Un'ultima cosa e poi giuro che finisco. Una componente importantissima del successo di quella musica è sicuramente, secondo me (e come confermato dal critico) è la lingua utilizzata per esprimersi. Sappiamo bene che l'italiano in quelle zone è la seconda lingua ed ascoltare una canzone, o una poesia, nella propria lingua madre ha un altro effetto. E' come ascoltare De Andrè e Nick Drake: grandi emozioni per entrambi, senza dubbio, ma personalmente (e credo anche per te) un brivido in più lo regala l'immediatezza naturale della lingua nostrana.

Tutto questo te lo sto scrivendo mentre il vicino del piano di sotto ascolta da un paio d'ore musica del genere di cui stiamo parlando e non nascondo affatto che mi piacerebbe, in questo momento, imitare Jean Reno nella parte di Leon e fare un lavoretto di pochi minuti! Questo ti fa capire che anche per me rappresenta un mondo musicale appartenente ad una galassia molto distante dalla mia.

Un'ultimissima cosa: ho già detto che dato anche la spazio sociale circoscritto in cui vive con successo lo stile neomelodico, non è il caso di essere così severi. Piuttosto, le mie ferocissime critiche vanno alla grandissima massa, ai nomi e alle voci che puoi ascoltare facendo un rapido giro per le radio nazionali. Alessandro Cattelan (che mi sta molto simpatico e ritengo molto bravo) è lo stesso che viene pagato per far credere ai giovanissimi che il nuovo pezzo di Laura Pausini sia una bomba e che il Liga sia il Re del rock. E' sempre la massa il vero pericolo. Ed il Popolo della Libertà ne è l'esempio. Ma per questo, ci vorrebbero altre migliaia di parole.

(scusa la lunghezza del commento ed il doppio riferimento politico)


Filu te ientu

(filuteientu.blogspot.com)

Leandro Perrotta ha detto...

Volevo rispondere ma il commento chilometrico precedente dice meglio di quanto riesca a fare io quel che volevo dire :-)

MA aggiungo: la musica popolare (quella dei video dei cantanti napoletani) ha una sua motivazione d'essere, è espressione artistica vera e autentica di una società, che purtroppo si porta dietro stereotipi da cultura di massa che ne uccidono in parte la valenza. Al di là dei risultati a livello assoluto, ci sarà una evoluzione com'è naturale che sia.

Gigi D'Alessio è invece opposto, è cultura di massa pura, è populistico e imposto secondo logiche commerciali al grande pubblico. Gigi D'Alessio è ormai fouri da troppo tempo dal suo contesto, ha trovato la formula per il successo e la sua musica non crescerà mai perchè sono sparite le motivazioni dell'espressione "artistica", proprio perchè inserita in una logica meramente commerciale.

Gaetano ha detto...

Lo ribadisco. CANCRO PSEUDOMUSICALE.

Questo "fenomeno" si sta espandendo al posto di diminuire... perchè?? Si potrebbe parlare per ore sulla causa di questa non cultura musicale.

Non c'è ricerca, all'80% sono tutti suoni campionati e gli stessi cantanti hanno una cultura personale scarsa (il video è chiarissimo in proposito). Ora non dico che ci voglia il diploma per poter cantare, ma giustamente tu hai accennato al discorso artistico.

LA MUSICA E' UN'ARTE. L'ARTE E' CULTURA. IL NEOMELODICO NON E' CULTURA.

Proprio per questa mancanza di basi. E non è neanche "sperimentazione". Cambiamo genere: i TOKIO HOTEL. Anche quello è un CANCRO PSEUDOMUSICALE.
E non venitemi a dire che non capisco le nuove generazioni, perchè questa cosa è palese.

Andiamo ancora più all'estremo: vogliamo parlare di chi fa thrash metal??? Inascoltabile. Ma sicuramente c'è la CULTURA di sapere come si fa una scala con la chitarra, di sapere che se non fosse stato per i beatles, probabilmente non sarebbero esistiti i black sabbath o i doors.

Questione Gigi D'alessio: partiamo dal presupposto che secondo me è un bravissimo cantante e pianista. Lui ha cultura, lui è sicuramente uno che la musica SA COSA SIA.
Secondo me le sue canzoni verranno ricordate tanto quelle di Carosone, per dire.
Certo, ha cantanto per i camorristi e tutto il resto, come lui stesso ha detto. Ma sicuramente ha sfruttato questo a suo favore.
Lui non è Cancro. Lui è un normale cantante il cui successo ha galvanizzato chiunque si ritrovasse tra i vicoli con una voce decente, facendolo diventare il "neomelodico".

Sono questi cantantucoli qua che UCCIDONO la cultura musicale.

filu te ientu ha detto...

Scappo a lavoro. Ma in tarda serata cercherò di trovare qualche minuto per esprimere il mio disappunto su quanto hai scritto.
(finalmente un po' di sana polemica musicale!)

Un saluto!

Filu te ientu

filu te ientu ha detto...

Come promesso, ecco la mia replica.

Condivido poco del tuo pensiero, cioè soltanto il fatto che D'Alessio è sicuramente di un livello superiore rispetto a Igino del Vomero. Però... ci torno dopo su questo.

Per il resto non sono d'accordo. E sai perchè? Per un motivo molto semplice, che porta la mia opinione ad essere, se vogliamo, decisamente più cruda e cattiva della tua: il neomelodico trash napoletano è così di basso livello che volendola considerare, ad essere buoni, una forma d'arte è all'ultimo stadio. Ergo, così bassa e limitata in piccoli ambienti geografici e sociali che non potrebbe mai essere causa di deterioramento musicale nazionale. E' come il tuo vicino di casa che dice di fare il pittore ma che fa dei quadri che tu realizzeresti meglio con un braccio dietro la schiena e bendato. Lui si crede bravo e molti suoi parenti lo considereranno un grande artista, ma vuoi che quel pittore arrangiato vada ad impoverire il livello qualitativo dell'arte contemporanea italiana?
La neomelodica napoletana è al limite dell'essere "imitazione dell'arte", più che arte vera e propria. Non ci vuol nulla a scrivere un testo dove "me" fa rima con "te" 10 volte su 12 o realizzare un video come quelli che ci hai fatto conoscere. Piuttosto, al contrario, uno con un minimo di senso artistico dovrebbe quasi sforzarsi di abbassarsi a quel livello, con fini d'imitazione (vedi sempre Luca Medici). Quel livello musicale rimarrà sempre all'interno di certi ambienti, perchè è li che è nato, vive e cresce, è espressione di quel tipo di cultura. Ed anche quando dici che cresce, anzichè diminuire, non sono d'accordo, a meno che tu non voglia dire che si evolve. Quello si, ma è normale, come tutti i generi ed anche se lo fa molto lentamente. Ti dirò di più: per me quella non è musica popolare, io che di tale genere ne sono un appassionato. All'interno della musica popolare vera, ci sono gruppi e artisti che pur rimanendo solidamente legati alla tradizione continuano a sperimentare e a ricercare nuove sonorità. Nel mio Salento, dove la pizzica e la musica popolare in genere è tutt'altro che morta, artisti come gli Officina Zoè, gli Xanta Yaca, i Nidi D'Arac producono opere che sono avanti di 50 anni rispetto al pop commerciale. Ed anche nella Campania ci sono innumerovoli esempi, Daniele Sepe è il primo che mi viene in mente.

Tu stesso hai detto che nel mondo metal c'è anche il trash e questo non fa che confermare ciò che dico: ogni arte, ogni stile ha i suoi livelli più bassi. Sui Tokio Hotel invece c'è tutto un altro discorso: pensa che io non conosco neanche una loro nota ee ora mi scazza andare ad ascoltarmeli sullo Space. Però ho visto le immagine delle ragazzine mezze nude, anzi NUDE, del concerto di Modena e suppongo che rappresentino musicalmente i tempi di oggi. (Tra l'altro ho sempre pensato che il cantante fosse una ragazza, invece ho scoperto che è un ragazzino di 18 anni).

Io insisto sul fatto che il problema è la massa, il problema sono RDS ed RTL, è la televisione (essa centra sempre), è la Pausini che non riesce a fare neanche una cover decente, nonostante l'eccezionale voce, è Meneguzzi con le sue opere quasi provocatorie per la Musica, è Tiziano Ferro con i suoi movimenti d'anca, è il culo di Rhianna che passa come talento artistico, è tutto il pop trash che arriva d'oltremanica e che quì diventa oro colato, sono le case discografiche che se Dio vuole un giorno verranno spazzate via del tutto.

E poi c'è D'Alessio. Poveraccio, io non ce l'ho con lui. Tra l'altro un personaggio pubblico che lascia la moglie per una 20enne ha anche un bel coraggio. Di sicuro, dicevamo, qualche tacca sopra i vari Merola. Ma in fondo, quanto? Un bravo pianista, hai detto, ma non è che stiamo parlando di Ray Charles. Una bella voce, ma quella i napoletani ce l'hanno nel DNA, è un elemento della parte straordinaria del loro patrimono genetico. Belle canzoni? Quì, ovviamente, è questioni di gusti. E poi c'è il rispetto per le emozioni incontrollate che l'arte a volte ti suscita. In ogni caso, non ci vuole molto a fare di meglio. (ad esempio, ascolta gli EPO, se già non li conosci: Ciro Tuzzi, il leader, canta bene, scrive bene e non è ancorato allo stile melodrammatico della sua città, nonostante si riconosca tantissimo il timbro. Uno specie di Gigi D'Alessio 2.0!)

Un saluto!

p.s.: e comunque tu hai scritto Elio e le storie tese tra i gruppi preferiti, quindi alla fine parliamo la stessa lingua! :-)


filu te ientu
(filuteientu.blogspot.com)

Gaetano ha detto...

Ma credo che alla fine stiamo dicendo PIU' O MENO la stessa cosa... io con termini più accesi. Se la pensi come me in fatto di musica, capisci quanto mi è suonato strano il fatto che tu abbia definito "eccessive" le mie critiche.

Dire che comunque questo genere di canzoni e di persone che le ascoltano, alla fine rimangono confinate nella loro "realtà" è anche un po' rassegnarsi al fatto che "tanto non si cambia mai".

Ho visto qualche persona evolversi, però. Dalla realtà popolar-emulomafiosetta neomelodica, passare ad ascoltare gruppi tipo Marta sui Tubi o Baustelle, per poi apprezzare anche gli Elii. E queste sono cose stupende, perchè vuol dire che culturalmente (e NON tanto musicalmente) SEI CRESCIUTO.

Pausini, Meneguzzi... ok. Ma QUANTOMENO non fanno certi video CONVINTI di fare dei capolavori!!

Cmq sul metal forse non hai capito... non c'è il TRASH, ma il THRASH, che è un genere vero e proprio diverso dagli altri, inascoltabile perchè troppo veloce (più del power o dello speed) e cantanto con stili incomprensibili (growl e grind).

Il TRASH è la Defilippi o la Ventura :) E anche i neomelodici :D

filu te ientu ha detto...

Si, dai, sostanzialmente divergiamo sui toni e su qualche sfumatura d'opinione.

Hai perfettamente ragione quando dici che è molto bello vedere chi riesce ad evolversi musicalmente: questo perchè, e sarai d'accordo con me, la musica è uno degli elementi più importanti del proprio bagaglio culturale. Ne sono così convinto che purtroppo, a volte, rischio di cadere facilmente nel pregiudizio ascoltando i gusti musicali di chi mi sta di fronte. Ma quello è un mio limite che sto cercando di superare.

Chiedo venia per il THRASH: non solo non c'ho fatto proprio caso alla diversa composizione della parola, ma non conosco neanche il sottogenere, essendo uno dei pochi rami musicali (il metal) che non riesco ad ascoltare con piacere.

Per chiudere la piacevole discussione, ti racconto un episodio narratomi da una mia amica che riguarda proprio i gusti musicali! Una sera si ritrovò a parlare ad un tavolino con un ragazzo nuovo del gruppo ed erano ancora alle prima domande di conoscenza. Lui era uno che si atteggiava molto, di quelli che ti fanno credere di essere dei tuttologi e che, soprattutto, non amano essere contraddetti. Ad un certo punto, chiede alla mia amica: "Ma qual'è il tuo gruppo musicale preferito?" e lei prontamente risponde:"Gli Elio e le storie tese". Lui scoppia a ridere e le dice."Dai, parlo sul serio!". La mia amica, vecchia volpe, che aveva dato quella risposta non solo perchè è la verità ma anche perchè aveva più o meno capito che personaggio si trovava di fronte, conferma la sua risposta. E questo allora le fa:"Certo che non ne capisci molto di musica te, eh?!"

Cosa puoi pensare di uno così, se non di lasciarlo marcire nel buio della sua ignoranza?!
E purtroppo in giro ce ne sono tanti.

Alla prossima!

Filu te ientu

Leandro Perrotta ha detto...

Ma io non studio musica ma mi permetto di dire di nuovo la mia per chiarire il concetto... Indubbiamente i video che hai postato sono di "basso livello", ma apprezzo lo sforzo di creare qualcosa, e nel ristretto ambito probabilmente (abito a Catania, non molto dissimile da Napoli ) il loro mettere in fila le rime è già un'ottima espresisone artistica. Che poi se entriamo nel concetto di BELLO non ne usciamo più, è arte, per quell'ambito, punto. Gigi D'Alessio per la sua storia dimostra che si cresce musicalmente anche partendo da li, che l'espressione artistica ha un suo motivo d'essere e se è sincera si evolve. Per meri motivi numerici anche, una decina di cantanti neomelodici sono anche molto bravi, e loro si si evolvono. D'Alessio si è evoluto e si è fermato. Ok, ma quello che ha raggiunto (il successo arrivato grazie alle evluzioni del genere e zero asoluto da punto di vista artistico) partendo da cosa? I neomelodici si ascoltano fra di loro, si evolvono, e l'evoluzione (nemmeno tanto lenta) crea qualcosa, il problema è che ci sono anche altre contaminazioni esterne, non è solo "musica popolare" che viene dalla strada. Anche in Sicilia abbiamo un numero di cantanti eccezionali, mi viene in mente Pippo Polina che è mediamente sconosciuto...
Non c'è una TARA SOCIALE che colpisce Napoli e i neomelodici e li esclude dal poter considerarsi artisti, se ci stupiamo dei ritmi e degli strumenti musicali africani, non lo facciamo per Napoli perchè ci sembra tutto già sentito. Eppure raccontano l'italia, raccontano la vita, cantano per DIRE QUALCOSA. Io non vorrei appunto confondere l'estetica che abbiamo maturato in anni di ascolto con l'espressione artistica, sono due cose distinte. E non mi va nemmeno di fare le classifiche, ne di dare giudizi personali. Accetto i neomelodici perchè espressione di quel territorio, fin quando cantano quello che vogliono cantare cercando di miglioarsi per me sono artisti. Certo Alessio(il sosia del nostro amico blogger) o Tony Colombo sono i corrispondenti in piccolo dei Tokyo Hotel, ma ci sarà pur distizione fra loro e chessò Gigi Finizio o lo stesso Merola(ma non li conosco bene sonoe sempi a caso, il catanese Gianni Celeste ha alcune canzoni geniali ad esempio). Vengono dal asso, creano qualcosa di proprio copiando dai "maestri" e migliorandosi. Di che altro c''è bisogno per chiamarla espresione artistica e musica popolare?

archia ha detto...

Dopo questi chilometrici commenti, molto interessanti, vi porto a conoscenza di un sito dove poter comprare stupendi cd musicali ;-)
http://www.musicanapoletana.com/home.php?cat=259

A parte gli scherzi, vista la vostra cultura musicale, volevo un commento sull'ultimo cd di Caparezza, "Le dimensioni del mio caos", che trovo fantastico !!
Saluti

Anonimo ha detto...

great post

manfreda massimo ha detto...

i napoletani sono tutti uguali ma sentite a me lasciate stare la voce unica inconfondibile del grande finizio e la perfezione della musica poiche finizio e musica e perfetto inimitabile anche in italiano precisando che ormai incide solo in italiano i suoi acuti sono incredibili e la dizione unica nn come d'alessio ce si sente da lontano la timbrica napoletana

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