Dall'ultimo post su un incidente causato da questi inutili fuoristrada cittadini, è passato del tempo. Si saranno ridotte le tragedie provocate da queste macchine per omicidi su 4 ruote? Si sarà forse placata l'eccessiva arroganza che caratterizza il 95% dei possessori di un SUV?
No, semplicemente giornali e tv nazionali, forse per placare le lamentele e rinvigorire il mercato, che si fa pubblicità sugli stessi, hanno pensato bene di limitare gli articoli riguardanti incidenti, come quello avvenuto oggi alle 3 di notte sull'A4, che ovviamente non poteva passare inosservato...
Un SUV guidato da un 30enne Milanese in stato di ebbrezza di cui purtroppo non si sa il nome ha tamponato a folle velocità una Renault Clio sulla quale viaggiavano Alessio Peci, 34 anni, e sua moglie Silvia Marx di 32 anni: auto accartocciata, loro morti sul colpo. E' morto oggi (25 aprile) anche il loro bambino di 18 mesi, che già versava in gravissime condizioni.
Se contro di loro, alla stessa velocità, avesse sbattuto una qualsiasi altra autovettura che non fosse un suv, non sarebbe di certo finita così.
Questa è foto della Clio distrutta dal SUV.
Notate come la parte posteriore e il lunotto sia completamente rialzato. L'eccessiva massa e altezza di questi mega fuoristrada, come già spiegato da legambiente in un suo rapporto in proposito, e come detto in tanti articoli sul blog, oltre a impegare ingenti quantità di carburante per essere spostata, nonostante i sistemi elettronici ha grossissime difficoltà di frenata e controllo, e scagliata contro un'auto normale, genera impatti violentissimi.Ricerche condotte dalla IIHS (Insurance Institute for Highway Safety), hanno dimostrato che nel caso di scontri laterali tra un SUV e un'auto normale le possibilità di avere un morto sono 5,6 volte superiori che non negli scontri tra due auto normali. Alto il pericolo anche nel caso di scontri frontali: l'altezza e la massa del SUV innescano l'effetto schiacciasassi, il SUV monta sul cofano dell'auto normale, schiacciandolo ed entrando con il muso nel parabrezza. Nel 56.3% degli incidenti mortali che coinvolgono un auto normale e un SUV, il morto era a bordo dell'auto normale, mentre solo nel 17,6% dei casi era a bordo del SUV, sono vivi, ma assassini, ricordiamolo sempre.
Il problema della scarsa sicurezza verso terzi è aggravato spesso dalla presenza delle cosiddette bull bars, i paraurti sporgenti e rafforzati che rendono ancora più disastrosi gli impatti. Già nel 2001 una direttiva del Consiglio Europeo (26/11/2001) imponeva di vietare questi paraurti, ma per il momento solo la Danimarca l'ha recepita. Un altro problema è quello della scarsa visibilità rispetto quello che succede in basso: passanti e soprattutto bambini rischiano di rimanere fuori dal campo visivo del guidatore di SUV.
L'incidente di stanotte non ha coinvolto solo la Clio, ma anche altre 4 vetture: bilancio, 13 feriti, 2 morti, un bambino in fin di vita, un PLURIOMICIDA vivo ma con davanti una vita che non ha più senso. Già il 90% di quelli che acquistano un SUV non danno molto senso nè alla loro vita, nè a quella degli altri, figurarsi l'ennesimo che certo della (finta) sicurezza del suo mezzo, pensa di poter fare quello che vuole...
E mentre i comuni continuano a voltarsi dall'altra parte, non si vedono più auto normali: o SUV, o microcar. Due estremi dell'industria automobilistica, entrambi ESTREMAMENTE pericolosi, entrambi compratissimi, entrambi usati malissimo, entrambi da eliminare.




























