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lunedì 8 novembre 2010

Concerto Gigi D'Alessio: Le interviste possibili.



Come promesso ai lettori, ecco le interviste realizzate in occasione del concerto di Gigi D'Alessio, che il "sindaco" di Catania e Xfactor LaRussa hanno portato in piazza università per concludere i festeggiamenti per le ForSe Armate e per i 150° della pseudo Unità d'Italia.

Come potrete vedere e sentire, si capisce perchè sia stato chiamato proprio lui. C'erano 3 dico TRE maxischermi oltre la piazza dove si teneva il live, e almeno 7mila persone.
La cosa più sconcertante è che oltre i classici "tipi da gigggi d'alessio" c'erano anche dei "normali". E mentre i miei timpani compilavano il foglio di via, e mi si riproponeva il pranzo di natale dell'85, proseguivano le mie interviste nel deserto della cultura musicale, politica, sociale.

All'inizio del concerto, DueSicilie D'alessio ha ricordato dell'Unità D'Italia, con Garibaldi che, parole SUE, parti' DALLA SICILIA, quando invece tutti sanno che partì da Quarto.
Ma questi qua dicono che in Italia va tutto bene, vagli a spiegare di Quarto...

venerdì 26 febbraio 2010

La Politica Rock e la droga in Italia.



La puntata del 25 febbraio di Annozero è stata molto interessante, per una volta il tema non è stato solo la politica, infatti protagonista assoluto era il "proibito", che di questi tempi ha purtroppo Morgan come portabandiera.
Marco Castoldi infatti era presente in trasmissione, e ne sono venuti fuori interessantissimi dibattiti insieme al filosofo Bonaga e alla giornalista Palombelli. Oltre il classico intervento di Marco Travaglio, ha telefonato in studio anche Adriano Celentano, che probabilmente aveva davvero fumato l'impossibile poco prima, causa la tristezza del suo intervento. Travaglio ha citato inoltre uno spot che la rivista Rolling Stone ha diffuso poco tempo fa, su quanto i politici stiano prendendo il posto dei rocchettari. Va bene che il Rock è bello che morto da tempo, ma che rinasca sotto forma dei nostri ZOMBIE quali sono i nostri parlamentari...



Ma archiviata questa puntata, volevo cogliere l'occasione per parlare un attimo del problema della droga. Il dizionario la definisce come sostanze "in grado di incidere sulle prestazioni e/o capacità psico-fisiche, e che spesso inducono forme di dipendenza fisica o psicologica".
Non drogarsi, che è già sbagliato, ma esserne dipendenti è il vero problema, secondo me.
Ma dipendenti da cosa? Morgan e gli altri, ad Annozero non fanno altro che aprire un corollario di possibilità, ho sentito anche dire che "Drogarsi non è più da anticonformisti". Ma dove finisce il conformismo in questo mondo dove ormai tutto è meramente pop-ular??
Ecco cos'è popular: i dati relativi al consumo di tutto ciò che è DROGA, almeno in italia.
  • 13 milioni di persone (che se escludiamo i minorenni sono quasi metà popolazione italiana) fumano sigarette, 80 mila morti l'anno: LEGALIZZATO.
  • 1 milione assumono droga periodicamente. 500 morti l'anno. (questo solo perchè la droga non costa come il tabacco): giustamente NON legalizzato.
  • 9 milioni hanno almeno una volta fumato una canna. Zero morti, anche se spesso chi fuma assiduamente cannabis è anche un tabagista, e la canna è cancerogena esattamente quanto la sigaretta. Quindi tra gli 80 mila morti. NON legalizzato.
  • 1,5 milioni di italiani è un alcolista. 25 mila morti l'anno. Il problema qui non è che la vendita di alcool sia legalizzata o no, quanto che non sia controllata (sopratutto per i minorenni) nonostante tutte le buone intenzioni di cui governo e tv si riempiono.
  • 25000 euro al giorno spesi per i gratta e vinci. E anche questa è una forma di dipendenza che lo stato LEGALIZZA, mentre la gente se ne fotte di "giocare responsabilmente".
Sempre durante Annozero, brillante è stato l'intervento del grande Mauro Pagani, che consiglio a tutti di ascoltare.

mercoledì 17 giugno 2009

Liste e selezione all'ingresso dei discopub: abuso impunito.

Ci sono talmente tanti problemi nelle nostre città, che spesso ciò che succede nelle realtà più piccole e apparentemente insignificanti, passa in secondo piano. I locali pubblici ad esempio, non costituiscono motivo di indagini particolari, per questo all'interno (ed esterno) si perpetuano veri e propri abusi di ogni genere, sfiorando in molti casi il reato.
Non ultima, la questione degli animali in gabbia e non curati dell'Iguana Pub di Catania, venuta alla luce grazie a Striscia La Notizia: certo, c'è da chiedersi se ci volesse Striscia per scoprire ciò che ormai da 10 anni avveniva in un locale in centro città...
Grazie alle Iene, stavolta invece si è parlato delle famose "liste" in cui è indispensabile essere inseriti per poter entrare in un locale notturno, pub o discoteca che sia. Molti le adottano per "selezionare la clientela", cosa che poi di fatto non avviene sopratutto qui a Catania.




Il servizio però non dice tante altre cose, ma andiamo con ordine.
In pratica come funzionano le liste? E come si fa per entrarci? In tutta Italia le cose funzionano diversamente e i metodi di selezione all'ingresso sono spesso diversi da locale a locale. In linea di massima c'è un P.R., cioè chi fa questi elenchi di nomi (ma che non è sempre quello che decide chi entra) del quale bisogna avere un contatto in modo da chiamarlo prima della serata e comunicargli il proprio nome più le eventuali persone (fino a 4) con cui si andrà: a quel punto si ha diritto a uno sconto sulla consumazione e all'entrata omaggio per la donna. Così funziona nella maggiorparte dei casi.
L'assurdità sta appunto nel fatto che bisogna poi comunque pagare (si va dai 10 ai 100 euro) per entrare! Insomma, la presenza in lista ti fa accedere soltanto alla fase pagamento. Poi il guardaroba (5 euro), il parcheggiatore, abusivo pure lui, da 2 a 5 euro, e ovviamente la famigerata consumazione obbligatoria, da 10 euro a 50.
Il tutto premesso che se sei donna puoi entrare vestita anche di stracci, ma se sei uomo e non hai la giacca o i "vestiti adatti", o "non piaci" ai buttafuori anche se non ti conoscono, puoi essere in tutte le liste del mondo ma non entri neanche se sei Dio. Quello che in gergo viene chiamato "Dress Code", questa sì che è selezione, eh?


Tutto questo di cui ho parlato fin'ora è ILLEGALE. Per i seguenti motivi:

1) Il divieto di accesso in un locale pubblico viola l’articolo n. 187 del T.U.L.P.S. (Testo Unico Leggi di Pubblica Sicurezza) e non può essere determinato da personale civile: "Salvo quanto dispongono gli artt. 689 e 691 del codice penale, gli esercenti non possono senza un legittimo motivo, rifiutare le prestazioni del proprio esercizio a chiunque le domandi e ne corrisponda il prezzo"

2) L’applicazione di eventuali transenne davanti ai locali viola le norme di pubblica sicurezza e laddove non autorizzato presume l’occupazione abusiva del suolo pubblico (sanzionabile a livello amministrativo);

3) L’eventuale violazione della barriera da parte di un cliente del locale ed il conseguente fermo con violenza da parte degli “addetti alla porta” violerebbe la libertà di movimento dell’individuo e potrebbe quindi configurare il reato di sequestro di persona o violenza privata (art. 610 c.p.); Spesso è successo che a della gente che usciva dalla disco o locale senza aver consumato venisse impedita l'uscita perchè non si era effettuata la consumazione obbligatoria, che non è quasi mai annunciata prima che si entri, violando l'art. 1336 del C.c. sull'offerta al pubblico.

4) La Costituzione della Repubblica Italiana all’art. 3 dice testualmente: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese”. Le discriminazioni sono quindi reato.

Perfino la figura del Buttafuori è illegale:
Da un documento d'intesa fra la SILB (Società Italiana Locali da Ballo) e Governo dal 2001 non dovrebbe più esistere la figura del buttafuori ma di una guardia giurata per garantire la sicurezza di chi entra nel locale. La salvaguardia dell’integrità delle strutture, degli arredi e delle attrezzature dei locali, dei beni della clientela è l'unica vera e propria attività di vigilanza privata per conto terzi che necessita, per il suo espletamento, della licenza prevista dall’ articolo 134 T.U.L.P.S. con la conseguenza che gli incaricati di tale servizio dovranno essere in possesso della qualifica di guardia particolare giurata; Il "gorilla" non può comunque, come già detto, proibire l'accesso al locale ne intervenire per la salvaguardia dell’incolumità delle persone fisiche e la tutela dell’ordine pubblico, ruolo riservato dalla legge alle sole forze di polizia.
Su questo sono in forte disaccordo, perchè se c'è qualcuno che procura un danno a cose o persone, e non ci sono pubblici ufficiali in giro, subentra un codice comunque "etico".

La domanda è: ma c'è o c'è mai stato qualcuno che, vedendosi negato il proprio DIRITTO di entrare in un locale pubblico o di uscirne senza pagare, ha chiamato i Carabinieri, o meglio ancora la Finanza? Non credo. Un po' perchè quelli che lo farebbero, magari non frequentano questo tipo di locali, altri perchè, come purtroppo la maggiorparte degli Italiani... "lasciano correre".
Invece credo che bisogna reclamare a gran voce ogni singolo diritto, e sopratutto non aver paura di farlo: se dopo episodi del genere davanti a una discoteca, qualcuno chiamasse le autorità, la conseguenza sarebbe
la chiusura del locale e la sospensione della licenza d'esercizio o, in caso di recidiva al suo ritiro, può configurare reato penale (violenza privata, minacce, lesioni) nel caso in cui l'accesso al locale sia impedito con la forza, la minaccia o la coercizione. Le discoteche, pub e quant'altro sono LOCALI PUBBLICI. Nessuno vi può dire di non entrare (vestiti, inviti, liste ecc..). Se avete i soldi per pagare l’ingresso, avete tutto il necessario per entrare. Fate valere i vostri diritti e soprattuto la vostra dignità. Con civiltà.
In caso non riusciate ad ottenere risultati apprezzabili, chiamate chi di dovere e inoltrate regolare denuncia. E non abbiate paura a farlo perchè se non si tratta di locale o festa privata, avrete sicuramente ragione!
Meglio ancora, BOICOTTATE questi posti, non andandoci.

lunedì 25 maggio 2009

Papi Berlusconi mantiene le promesse.



Infatti aveva promesso a Noemi una carriera nello spettacolo, sarebbe quindi stata conosciuta da tutti. E visto che "bene o male, purchè se ne parli", ecco che la neomaggiorenne campana ora E' effettivamente conosciuta da tutta Italia.
Dovessi andare in giro e chiedere "Chi è Noemi Letizia?" sono certo che mi risponderebbero tutti. Dovessi chiedere invece "Cos'è il Lodo Alfano", nessuno mi saprebbe rispondere. E guardacaso nessuno di quelli che votano PDL, scommetto.
Ora ecco che spunta quello che era il fidanzato di Noemi prima che Papà Gambalunga Berlusconi entrasse nella vita di questa giovane ragazza campana. Gino Flaminio, questo il suo nome, ha rilasciato a "Repubblica" delle dichiarazioni che, se vere, e io credo proprio che lo siano, fugherebbero qualsiasi dubbio. Ma anche se di dubbi non ce ne dovessero essere, questa è solo la punta dell'iceberg delle presunte "frequentazioni" del premier. Si fosse limitato solo alle minorenni, probabilmente non avrebbe avuto bisogno della legge-vergogna conosciuta come Lodo Alfano.
E mentre non solo noi italiani, ma tutto il resto del mondo (quel posto dove esiste il giornalismo), aspetta che Silvio risponda a quelle 10 famose domande, arriva l'ennesimo "testimone" spuntato fuori ad hoc: Gino Flaminio, ex fiamma di Noemi Letizia.
(Foto da La Repubblica)


Gino Flaminio è in grado di dire quando e come Silvio Berlusconi è entrato nella vita di Noemi. Come quel "miracolo" (così Gino definisce l'inatteso irrompere del premier) ha cambiato - di Noemi - la vita, i desideri, le ambizioni e più tangibilmente anche il corpo, il volto, le labbra, gli zigomi; in una parola, dice Gino, "i valori". Il ragazzo può raccontare come quell'ospite inaspettato dal nome così importante che faceva paura anche soltanto a pronunciarlo nel piccolo mondo di gente che duramente si fatica la giornata e un piatto caldo, ha deviato anche la sua di vita.
"Mi è stato quasi subito chiaro che tra me e la mia memi non poteva andare avanti. Era come pretendere che Britney Spears stesse con il macellaio giù all'angolo...".

I genitori di Noemi non c'entrano niente. Il legame era proprio con lei. È nato tra Berlusconi e Noemi. Mai Noemi mi ha detto che lui, papi Silvio parlava di politica con suo padre, Elio. Non mi risulta proprio."
L'intervista completa (e sconcertante) la trovate cliccando qui. Interessantissima la parte in cui Gino racconta del "viaggetto" di Noemi in Sardegna, nella villa di Ospitalità Berlusconi, in quell'occasione riservata solo per lui (Silvio), lei, e altre 30 ragazze.

La testimonianza del ragazzo consente di liquidare almeno cinque domande dalla lista di dieci che abbiamo proposto al capo del governo. La ricostruzione di Gino permette di giungere a un primo esito: Silvio Berlusconi ha mentito all'opinione pubblica in ogni passaggio delle sue interviste. Le evidenti falsità, diffuse dal premier, gli sarebbero costate nel mondo anglosassone, se non una richiesta di impeachment, concrete difficoltà politiche e istituzionali. Nell'Italia assuefatta di oggi, quella menzogna gli vale un'altra domanda: perché è stato costretto a mentire? Che cosa lo costringe a negare ciò che è evidente? È vero, come sostiene Noemi, che Berlusconi ha promesso o le ha lasciato credere di poter favorire la sua carriera nello spettacolo o, in alternativa, l'accesso alla scena politica (Corriere del Mezzogiorno, 28 aprile)? Dieci giorni dopo, ci sono altre ragionevoli certezze. È confermato quel che Veronica Lario ha rivelato a Repubblica (3 maggio): il premier "frequenta minorenni". Noemi, nell'ottobre del 2008, quando riceve la prima, improvvisa telefonata di Berlusconi ha diciassette anni. La circostanza rinnova l'ultima domanda: quali sono le condizioni di salute del presidente del Consiglio?

lunedì 16 marzo 2009

Puntata di Report su Catania e la mafia: realtà sconcertanti.

Finchè non oscureranno anche questo programma, REPORT (rai3) rimane sicuramente tra i migliori format di inchieste mai realizzati in Italia. Nell'ultima puntata (domenica 15 marzo), l'argomento è stato lo schifo che ha sempre circondato e tutt'ora circonda la città di Catania. Si è parlato di tutto, compresi alcuni temi scottanti e a dir poco scandalosi, trattati anche in questo blog, e che hanno anche suscitato la curiosità di molti giornalisti.

Dall'inchiesta di Report è quindi emerso quello in molti sapevano già di "non sapere": La mafia sulla festa di S.Agata, il mercato dei voti di Scapagnini e Lombardo, il dissesto finanzario nonostante i miliardi piovuti da Berlusconi e finiti chissà dove, l'assoluto controllo dell'informazione da parte Mario Ciancio (propietario de "La Sicilia") che ha le mani in pasta dappertutto, l'abbandono dei quartieri popolari, il traffico e la mancanza o incuranza dei Vigili Urbani, e tantissimo altro.
Tutte cose che quando sentiamo e vediamo spiegate in maniera così palese, ci fanno "salire" i nervi a fior di pelle. Alla fine quasi non cel'ho fatta più a guardare il programma: l'intera puntata la trovate CLICCANDO QUI.

Lo sai e loro te lo raccontano come deve essere raccontato, ti raccontano come Catania è l'unica città dove l'edizione locale de "La Repubblica" non viene stampata (ma Ciancio lo sa che esiste internet?), di come i fondi per il piano sismico e viabilità (85omln) siano stati "spesi" per opere assurde e parcheggi abusivi (anche per questi Scapagnini è stato "condannato"), o ancora, di come la famiglia Mangion (clan mafioso insieme a Santapaola) abbia dettato tempi e modi della festa di S.Agata e l'assegnazione degli appalti per le finte fogne di via galermo, per i lavori nel municipio, la pavimentazione di alcune piazze e altro. Ed ecco svelato il mistero del perchè improvvisamente tanti lavori "pubblici" in città durante l'amministrazione Scapagnini.
A proposito di questo, segnalo a tutti la visione del documentario, "Città criminali, Catania". Uno spaccato sulla Catania delle Famiglie Santapaola, Ferlito e Mangion ai tempi del giornalista Giuseppe Fava. Da allora, come vedete, poco è cambiato. L'intero documentario lo trovate diviso in diverse parti, in questo post.

Guardavo Report e mi incazzavo, pensavo che davvero non c'è speranza per noi catanesi e che forse la colpa è anche nostra, pensavo se sia meglio restare qui e lottare o andarsene e lasciare che questo girone dell'inferno si autodistrugga da solo, pensavo e speravo che ci fossero tante persone a guardare.
Ma sapere dell'immondizia che ci circonda e incazzarsi per tutto ciò vuol dire anche REAGIRE, e speriamo che in questo, sia Internet che programmi come Report, diano una mano, anche se i primi a reagire dobbiamo proprio essere noi. Almeno alle urne.

CATANIA E' UNA FOGNA PERCHE' E' PIENA DI PEZZI DI MERDA, quasi tutti citati in questa che rimarrà sempre una delle più belle puntate di Report. Grazie a Milena Gabanelli e a tutto il suo staff!!

Rock(S)politik with...

USA LA BICI

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